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Cina. Embrioni umani geneticamente modificati per la prima volta al mondo

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Guangzhou (Cina), 24 aprile 2015 – Piovono critiche da tutto il mondo scientifico sulla creazione dei primi embrioni umani geneticamente modificati ad opera di un team di scienziati della Sun Yat-sen University di Guangzhou, in Cina. I più agguerriti critici hanno definito la Cina come il ‘Wild West’ della ricerca genetica, ritenendo questo studio come il primo passo verso la creazione di bambini su misura, e chiedono a gran voce l’emanazione di un divieto mondiale su questa pratica.

[easy_ad_inject_1]Per la prima volta al mondo un gruppo di ricercatori cinesi ha modificato geneticamente un embrione umano nel tentativo di correggere un gene che provoca una malattia rara ereditaria, usando un’innovativa tecnica, denominata CRISPR/Cas9, che mediante un enzima permette di ‘editare’ i geni e correggerli singolarmente, uno per uno, legandosi in modo preciso alle giunzioni della sequenza del Dna.

La ricerca ha sollevato non poche preoccupazioni riguardanti la possibilità di creare un uomo geneticamente modificato e riapre il dibattito internazionale sull’etica e la sicurezza delle manipolazioni genetiche che hanno sì il potenziale per prevenire le malattie ereditarie, ma allo stesso tempo cercano di alterare i geni all’interno del nucleo delle cellule embrionali, pratica vietata in molti paesi ma a quanto pare non in Cina.

Il team di ricercatori cinesi ha utilizzato un procedimento di modifica del genoma, il CRISPR/Cas9, per modificare un gene anomalo (l’HBB, che codifica per la proteina beta-globina umana) che causa la beta-talassemia (una malattia ereditaria del sangue potenzialmente fatale e molto diffusa in Asia) in 86 embrioni scartati a causa di anomalie cromosomiche, perciò non impiantabili, ottenuti da centri di fertilità locali. Spiegato in parole più semplici, i ricercatori hanno utilizzato una tecnica di taglio e incolla molecolare per modificare il Dna in punti specifici, allo scopo di rimuovere e sostituire un gene difettoso. Gli embrioni sono stati utilizzati allo stadio unicellulare. Dopo la crescita, a circa otto cellule, sono stati analizzati per verificare se il tentativo di modificazione genetica, mediante la tecnica CRISPR/Cas9, era andato a buon fine.

La procedura ha funzionato correttamente solo in una piccola parte degli embrioni testati. Su 86 embrioni trattati, solo per 28 di loro è stata ottenuta la modifica voluta. Gli scienziati hanno, infatti, scoperto che questa tecnica scatena un sorprendente numero di mutazioni “fuori bersaglio” che si suppone siano state causate dalla complessa modifica che va ad incidere anche su altre parti del genoma.

Il team, guidato da Junjiu Huang della Sun Yat-sen University di Guangzhou, è il primo a pubblicare un lavoro del genere ed il primo ad utilizzare questa tecnica su embrioni umani, confermando così le voci che erano circolate per mesi su embrioni umani geneticamente modificati in Cina. I risultati della ricerca sono stati pubblicati rivista Protein and Cell, dopo il rifiuto per motivi etici da parte di due importanti riviste scientifiche, Science e Nature.

“Se si vuole utilizzare questa tecnica sugli embrioni la percentuale di successo deve essere vicina al 100%. Per questo ci siamo fermati, pensiamo che sia ancora troppo presto”

ha detto Huang.

L’autore ha anche aggiunto che, insieme al suo team, sta prendendo in considerazione diverse strategie per ridurre il numero di mutazioni “fuori bersaglio” che spera di testare presto su cellule umane adulte o su modelli animali.

“Il nostro studio è stato rifiutato da Science e Nature a causa delle preoccupazioni di ordine etico, in quanto, secondo alcuni scienziati, sarebbero imprevedibili gli effetti a lungo termine di una simile manipolazione sugli embrioni”

sostengono gli autori.
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Vincent Dimaggio
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