Cnr. Nuova tecnica rivela che i globuli rossi sono lenti di ingrandimento

Napoli, 21 aprile 2015 – I ricercatori dell’Istituto di cibernetica del Cnr di Pozzuoli in collaborazione con l’Istituto Italiano di tecnologia a Napoli hanno sviluppato una nuova tecnica grazie alla quale hanno scoperto che ogni singolo globulo rosso ha le proprietà di una macchina fotografica con tanto di zoom. In breve, i globuli rossi sono delle microscopiche lenti di ingrandimento con proprietà ben definite e con lunghezza focale variabile.

[easy_ad_inject_1]I ricercatori, Lisa Miccio e Francesco Merola dell’Icib-Cnr, hanno spiegato che i globuli rossi si distinguono da tutti gli altri tipi di cellule del nostro corpo, in quanto hanno una struttura interna molto più semplice. Essi sono costituiti da un involucro che contiene un liquido con caratteristiche fisico-chimiche omogenee. Per assolvere alla loro funzione devono essere molto elastici, così da poter attraversare vasi sanguigni e capillari. Questa loro semplicità ed elasticità strutturale ha portato i ricercatori ad immaginarli simili a delle lenti con capacità variabile di messa a fuoco a seconda della superficie del liquido che attraversano.

Nel caso del globulo rosso, la messa a fuoco viene indotta dalla particolare forma del suo involucro che, come un palloncino pieno di liquido può essere leggermente schiacciato e rilasciato.

“La scoperta potrà portare a nuovi metodi diagnostici in campo biomedico, con tecniche efficaci e a basso costo e strumenti facilmente trasportabili: caratteristiche particolarmente necessarie nei paesi in via di sviluppo che soffrono la mancanza sia di personale qualificato sia di strumentazione all’avanguardia e dove, per alcune malattie come la malaria, è fondamentale la diagnosi precoce”

spiega il direttore Pietro Ferraro dell’Icib-Cnr di Pozzuoli, che ha guidato il team di ricercatori.

Grazie a questa nuova scoperta, l’impiego dei globuli rossi come lenti di ingrandimento potrà permettere di individuare le malattie del sangue in tempi più rapidi e con metodi molto più semplici.

“Una focalizzazione anomala della luce da parte di queste microscopiche lenti biologiche indicherà la presenza di forme patologiche. Richiamando il paragone con il palloncino, una forma spigolosa o falciforme devierà il percorso della luce che lo attraversa in modo diverso rispetto alla forma sferica”

specificano i ricercatori.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications.
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Autore: Vincent Dimaggio

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