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Istat: consumi a giugno +0,2%. Consumatori: “consumi fermi”

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vendCrescono nel mese di giugno le vendite al dettaglio. Lo rivelano i dati pubblicati martedì dall’Istat secondo i quali l’aumento dei consumi è stato dello 0,2% rispetto a maggio e dello 0,8% rispetto a giugno 2015.

L’aumento maggiore si è registrato nel settore no food che segna un incremento dello 0,4% rispetto a maggio e dell’1% annuo. Registrati anche aumenti tendenziali in quasi tutti i settori, con particolare riferimento al settore dei mobili, degli articoli tessili, dell’ arredamento (+2,1%).

Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica calano, invece, le vendite al dettaglio nel settore alimentare con un decremento dello 0,1% sul mese mentre il tasso sull’anno precedente mostra un aumento dell 0,2% .

Adusbef e Federconsumatori: Istat lontano dalla realtà, i consumi sono fermi – I dati Istat sono stati contestati dalle maggiori associazioni di consumatori. In particolare Adusbef e Federconsumatori in una nota informano che “L’Istat registra oggi una ripresa delle vendite al dettaglio. Secondo l’Istituto di Statistica queste ultime sarebbero in aumento a giugno del +0,2% sul mese e del +0,8% sull’anno. Un dato, a nostro avviso, ancora lontano dalla realtà”.
I dati delle associazioni di consumatori sono diversi: “Secondo le nostre rilevazioni e le lamentele che riceviamo quotidianamente i consumi sono completamente fermi. Dopo la forte contrazione avvenuta dal 2012 al 2015, che ha fatto registrare una diminuzione dei consumi del 10,2% (con una riduzione complessiva della spesa delle famiglie di 72,2 miliardi) non vi è alcun accenno alla ripresa”.

Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti delle due associazioni di consumatori rilevano che si tratta dunque di una situazione “ancora molto grave” e il potere di acquisto delle famiglie è letteralmente dimezzato dagli effetti dello stallo economico e della mancanza di lavoro. “Siamo di fronte ad una allarmante fase di immobilismo che, per comodità o per paura, nessuno si decide a smuovere e ad affrontare con i dovuti mezzi”. Quale soluzione? Rimettere in moto il mercato del lavoro e rilanciare la domanda interna. Sono questi “i presupposti fondamentali per dare nuovo slancio e nuovo impulso al Paese che, ora come non mai, ne ha bisogno. Necessario creare nuova occupazione e redistribuire i redditi, in modo che le famiglie possano abbandonare la fase di rinunce e ristrettezze a cui son state costrette negli ultimi anni. In tal senso serve un piano generale di forti investimenti per lo sviluppo e per la messa in sicurezza degli edifici. A tale scopo devono essere convogliate tutte le risorse necessarie, senza disperdere neanche un Euro in sconti e favori” concludono.

Vincent Dimaggio
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