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Consumo alcol, ISS: aumentano gli astemi e i bevitori occasionali. Anziani e minori a maggior rischio

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Roma, 17 aprile 2015 – Il consumo di alcol è in diminuzione, di conseguenza sono in aumento gli astemi, ma si registrano a rischio alcol circa 8 milioni di persone, tra questi quelli più vulnerabili sono i minori, i giovani, le donne, ma in particolare gli anziani. Questi sono i dati allarmanti presentati oggi dall’Istituto Superiore di Sanità in occasione dell’Alcol Prevention Day. Secondo i dati diffusi, ogni italiano consuma in media 6 litri di alcol all’anno, in particolare vino, e questo fa del nostro Paese uno dei più virtuosi in termini di conseguimento del goal stabilito e concordato nell’ambito delle più importanti strategie globali di contrasto al rischio alcol-correlato.

[easy_ad_inject_1]Ciò che continua a preoccupare è che, in tema di consumo di alcol, le fasce di età più a rischio sono quelle di anziani e giovani. La quota maggiore di binge drinkers è rappresentata costantemente dalla fascia di età sotto i 25 anni, con un picco tra i 18 e i 24 anni, con quote superiori alla media nazionale per le giovanissime tra i 16 e 17 anni di età. La facilità con cui i giovani sotto l’età minima legale acquistano aperitivi alcolici, è un dato che preoccupa non poco.

Secondo i dati dell’ISS, 1 giovane su 2 ha consumato bevande alcoliche in un esercizio e 2 su 3 ha acquistato nei negozi nonostante i divieti imposti dalla legge. In base ai dati di mortalità elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità, l’alcol causa circa 18mila morti ogni anno ed è la prima causa di morte al di sotto dei 29 anni. Per fare un esempio concreto, pensiamo a tutti gli incidenti automobilistici causato proprio dall’eccessivo consumo di alcol.

In Italia nel 2010 complessivamente 16.829 persone, di cui 11.670 uomini e 5.159 donne di età superiore ai 15 anni, sono morti per cause totalmente o parzialmente attribuibile al consumo di alcol (stime elaborate a dall’Osservatorio Nazionale Alcol ).

Le nuove linee guida, pubblicate nel 2014 dai nuovi LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) già acquisite dal Ministero della Salute, prevedono che per non incorrere in problemi per la salute è consigliato non superare mai quantità di alcol definite a minor rischio. Secondo i nuovi limiti, sotto i 18 anni deve essere evitato qualunque consumo di alcol. Per le donne adulte e per gli anziani, ultra 65enni, il consumo giornaliero non deve superare una unità alcolica (UA), mentre per gli uomini adulti il consumo giornaliero non deve superare le 2 UA al giorno, indipendentemente dal tipo di bevanda che si consuma.

Tra gli over 65, secondo l’Osservatorio Nazionale Alcol, circa il 40% degli uomini e il 10% delle donne, ha un consumo giornaliero di alcol superiore ad una unità e si prevede che il numero dei bevitori a rischio ultra 65enni sia destinato ad aumentare in modo esponenziale a causa del rapido invecchiamento della popolazione.

L’insufficienza di informazioni specifiche sul consumo di alcol nelle classi di età più avanzata impedisce di valutare appieno la portata del fenomeno ed il suo impatto effettivo sulla salute e il benessere degli anziani. Con l’avanzare dell’età, spiega l’ISS, si diventa più suscettibili agli effetti dannosi dell’alcol. Ciò significa che, a parità di consumo alcolico, gli anziani raggiungono più elevati livelli di concentrazione di alcol nel sangue ed hanno una minore tolleranza agli effetti negativi legati all’assunzione (es. problemi di coordinazione o movimento, cadute); il tutto rafforzato dall’interazione con l’elevato numero di farmaci frequentemente
assunti dagli anziani.

E’ scientificamente dimostrato che l’alcol, anche se consumato a piccole dosi, è responsabile di oltre 200 malattie e di diversi tipi di cancro tra cui il più sensibile per le donne è quello al seno.
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Vincent Dimaggio
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One thought on “Consumo alcol, ISS: aumentano gli astemi e i bevitori occasionali. Anziani e minori a maggior rischio

  1. Per chiarire ed informare: una unità alcolica corrisponde a circa 12 grammi di etanolo, che sono contenuti in un bicchiere di vino a media gradazione da 125 ml oppure in una lattina di birra da 33 cl, o in un bicchierino di superalcolici (40 ml). Luisa Balzano Nutrizionista.

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