Contraccezione e trombosi. Gli esperti: sulla pillola contraccettiva ci vuole corretta informazione

Roma, 29 maggio 2015 – La ricerca britannica secondo la quale le pillole contraccettive, in particolare quelle di nuova generazione, aumentino il rischio di trombosi venosa, sta facendo molto discutere gli esperti del settore. E’ intervenuta in merito anche la Sic, la Società italiana della Contraccezione, che invita a dire basta a sensazionalismi, in quanto sulla pillola anticoncezionale ci vuole un’informazione corretta.

[easy_ad_inject_1]La notizia dello studio clinico britannico pubblicato sul BMJ, il British Medical Journal, che ha evidenziato una correlazione negativa tra aumento di rischio di Tromboembolismo Venoso Profondo (Tev) e assunzione di contraccettivi ormonali di terza generazione, e che è rimbalzato subito su web e testate giornalistiche, in particolare destando allarme tra le donne che assumono la pillola, va interpretato nel modo giusto.

“Si tratta di dati che riprendono studi clinici effettuati qualche anno fa e non a caso sia l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), sia l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) hanno già da tempo inviato ai medici un documento in cui è ben evidenziato il rischio di Tev per ciascuno dei diversi progestinici in commercio. Occorre inoltre sottolineare che le complicanze sono dovute principalmente non tanto alla cosiddetta pillola, ma ad una prescrizione non personalizzata. Il mercato offre attualmente una grande varietà di scelta e per ogni donna esiste il prodotto adatto da scegliere in concerto con il proprio specialista di fiducia”

ha commentato il professor Annibale Volpe, presidente della Società Italiana della Contraccezione (SIC).

Drospirenone, desogestrel, gestodene o ciproterone, spiega il professor Volpe, non sono progestinici di nuova generazione, ormai esistono contraccettivi ormonali orali naturali, a base di estradiolo, che secondo studi in vitro, abbatterebbero considerevolmente il rischio di Tromboembolismo Venoso Profondo (Tev).

In fase di valutazione del rischio legato alla contraccezione ormonale devono, inoltre, essere considerati anche i benefici che ne può trarre la salute della donna che, oltre ad evitarle, ovviamente, gravidanze indesiderate. Troppo spesso – afferma il prof. Volpe – ci si dimentica degli effetti positivi della contraccezione ormonale sulla salute delle donne e ci si dimentica che, secondo recenti studi, la pillola sarebbe in grado di evitare 45 tumori ogni 10 mila donne.

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Autore: Vincent Dimaggio

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