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Contratti di lavoro aprile 2015. Ad aprile 48 mila contratti a tempo indeterminato in più

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Roma, 26 maggio 2015 – Nel mese di aprile 2015 il numero di attivazioni di nuovi contratti di lavoro è pari a 756.926. Di questi 171.515 sono contratti a tempo indeterminato, 475.273 sono contratti a tempo determinato, 18.443 sono contratti di apprendistato, 38.632 sono collaborazioni e 53.063 sono le forme di lavoro classificate nella voce “altro”. E’ quanto si legge nella periodica nota sulla comunicazione obbligatoria del Ministero del Lavoro con i dati riferiti al mese di aprile 2015, relativi ad attivazioni e cessazioni di tutti i rapporti di lavoro, ad eccezione dei contratti di somministrazione e al netto dei settori del lavoro Domestico e della Pubblica Amministrazione. I dati comprendono anche il settore agricolo.

[easy_ad_inject_1] Considerando che le cessazioni di contratti a tempo indeterminato sono state 122.979 il saldo è positivo di oltre 48.000 contratti stabili. Per quanto riguarda le trasformazioni di contratti di lavoro a tempo determinato in rapporti a tempo indeterminato, nel mese di aprile 2015 sono state 35.883 mentre erano 19.144 nello stesso periodo del 2014.

Inoltre sempre ad aprile 2015 il numero di cessazioni di rapporti di lavoro è pari a 546.382. Di
queste, si legge nella nota del Ministero del Lavoro, 122.979 fanno riferimento a contratti a tempo indeterminato, 328.148 a tempo determinato, 13.636 sono relative a contratti di apprendistato, 36.619 a collaborazioni e 45.000 a forme di lavoro classificate nella voce “altro”.

Il professor Vincenzo Galasso dell’Università Bocconi di Milano, intervistato da Repubblica: “Per ora possiamo dire che ci sono state tante variazioni nella composizione delle assunzioni” commenta. “E’ un percorso che ha un valore, visto che era in parte l’effetto al quale si puntava”. Cosa si può dire dell’effetto del primo mese di Jobs Act? “Bisognerebbe avere i dati individuali per rispondere con certezza”, premette Galasso. “Ma la crescita delle cessazioni a tempo determinato, registrata ad aprile sul 2014, mentre a marzo erano rimaste invariate, insieme all’aumento delle trasformazioni e alla crescta dei tempi indeterminati fanno pensare che le imprese abbiano atteso le nuove norme per trasformare i contratti”.

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Vincent Dimaggio
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