Grecia. Eurogruppo straordinario senza decisione. S&P e Fitch tagliano rating Grecia

Roma, 1 luglio 2015 – Giornata piena di colpi di scena quella di ieri sul fronte della crisi Greca, come del resto ci si deve aspettare per tutta la settimana fino a quando il popolo ellenico non si esprimerà domenica con il referendum.

Il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis ha dichiarato ieri di essere pronto a ricorrere alla corte di Giustizia dell’Unione Europea.

[easy_ad_inject_1]Se Atene sarà costretta ad uscire dall’euro il governo “farà uso di tutti gli strumenti giuridici a cui ha diritto”. “Valuteremo l’eventualità di un ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione europea“, ha affermato Varoufakis in un’intervista al Daily Telegraph.

“I trattati europei non prevedono l’uscita dall’euro e noi non l’accettiamo.” ha aggiunto “La nostra appartenenza all’eurozona non è negoziabile”.

Grecia non ha pagato la rata al FMI

Varoufakis ha confermato già in mattinata che Atene non rimborsa la rata da 1,6 miliardi di dollari dovuta ieri al Fondo Monetario Internazionale. “Spero in un accordo con i creditori“, ha aggiunto Varoufakis.

Fondo Monetario: non apriremo subito procedura default

Dal canto suo il Fondo Monetario non aprirebbe subito una procedura di default per la Grecia e tutto fa pensare che attenderà l’esito del referendum e le prossime trattative più che probabili.
Poi in serata una fonte ufficiale del Fondo monetario internazionale, riferendosi al mancato pagamento della rata di prestito da 1,6mld che scaduta a mezzanotte ha precisato che sarà comunque inevitabile il default tecnico della Grecia. La stessa fonte ha inoltre precisato che L’Eurogruppo non può rilasciare alla Grecia finanziamenti che consentano ad Atene di pagare entro la mezzanotte.

Juncker chiama Tsipras e fa una nuova proposta

Il presidente della Commissione Europea Juncker ha, intanto, fatto un ultimo tentativo di riportare al tavolo delle trattative il primo ministro greco, Alexis Tsipras, che starebbe “valutando” la proposta.

Secondo fonti UE, Juncker avrebbe detto a Tsipras di essere disposto a convocare un Eurogruppo di emergenza che stanzi immediatamente nuovi aiuti se il premier ellenico manderà un’accettazione scritta dei termini proposti dai creditori. Juncker avrebbe promesso un riscadenzamento del debito di Atene se al referendum vincono i sì.

Per Angela Merkel la “porta resta aperta per ulteriori trattative” con la Grecia ma il piano di aiuti in vigore scade stanotte e “non c’è nulla che cambi ciò“. Quanto alla proposta negoziale in extremis avanzata dal presidente della Commissione Ue, Juncker, Merkel ha affermato di non essere a conoscenza di offerte successive a quella di venerdì scorso.

Alexis Tsipras rilancia con una nuova proposta

Il premier greco in giornata ha rilanciato: la controproposta di Atene consiste in un programma di aiuti biennali dell’Esm il meccanismo permanente europeo salvastati, e in una ristrutturazione del debito. “Il governo greco – si legge in una nota dell’esecutivo – propone un accordo di due anni con l’Esm per coprire interamente le sue necessità finanziarie e, in parallelo, una ristrutturazione del debito“. La Grecia, “resta al tavolo negoziale” e “intende restare nell’euro“. Tali proposte, si apprende sarebbero state evidenziate nell’Eurogruppo celebratosi in serata in teleconferenza, ma si attende nuova riunione oggi con altra proposta dal parte del premier greco.

Angela Merkel: niente da fare. Aspettiamo prima il referendum

Secondo l’agenzia di stampa tedesca Dpa, la Merkel ha precisato che “Berlino non prenderà in considerazione l’ipotesi di un terzo salvataggio per la Grecia, come proposto da Atene, prima dell’esito del referendum di domenica prossima“.

Onu: sì a compromesso

L’Organizzazione delle Nazioni Unite si appella perché quanto prima si raggiunga un compromesso sulla Grecia .
“Qualsiasi accordo tra Atene e i suoi creditori richiederà compromessi da entrambe le parti“, ha dichiarato all’Ansa un portavoce del segretario generale Ban Ki-Moon, preoccupato per gli effetti che un default della Grecia avrebbe sull’economia mondiale.

Standard & Poor’s ha tagliato il rating greco

S&P ha tagliato il rating delle maggiori banche della Grecia, da “CCC’ a ‘SD’ (selective default). Le banche interessate sono Alpha Bank, Eurobank, National Bank of Greece, Piraeus.
S&P precisa che, senza ulteriore sostegno esterno consistente in nuovo piano di aiuti il default delle banche “è praticamente una certezza“.

Obama: Grecia preoccupazione soprattutto per l’Europa

Sulla situazione greca è intervenuto ieri anche il presidente degli Stati Uniti Barack Obama che ha dichiarato che la Grecia è una “preoccupazione soprattutto per l’Europa” sottolineando che Atene deve trovare una strada per crescere all’interno dell’area euro.

Eurogruppo straordinario convocato ieri sera ma senza decisioni

Le speranze restano aperte. Il presidente dell’Eurogruppo, Djisselbloem ha comunicato su twitter che è stata convocata ieri sera in teleconferenza una riunione straordinaria dell’Eurogruppo alle ore 19 per discutere la controproposta di Atene. L’Eurogruppo si è concluso in serata senza una decisione finale sulla crisi Greca. A quanto si apprende i 18 rappresentanti dei Paesi dell’Eurozona, convocati in teleconferenza, dopo un dibattito di circa un’ora, non hanno concesso l’estensione dell’attuale programma di aiuti ed hanno deciso di aggiornare la riunione ad oggi, quando, ha affermato il presidente Dijsselbloem, dovrebbe arrivare dal governo di Atene “una nuova proposta”.

Fitch taglia rating Grecia da CCC a CC

L’agenzia Fitch ha tagliato il rating della Grecia da CCC a CC. Fitch ritiene “probabile” il default sul debito pubblico in mano a creditori privati. A quanto si apprende tra i motivi dell’abbassamento della
valutazione il fallimento dei negoziati fra la Grecia e i creditori e il referendum di domenica, dopo il quale, se anche vincesse il sì, la situazione del credito rimarrebbe precaria.

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Autore: Donato Paolino

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