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Crocetta: “Ho subito un linciaggio”. Legali Tutino: “Frase mai pronunciata”

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Palermo, 20 luglio 2015 – Il governatore della Regione Sicilia, Rosario Crocetta dopo le polemiche conseguenti alla diffusione da parte del settimanale L’Espresso della presunta intercettazione telefonica avvenuta tra lui e il suo medico ritenuta offensiva nei confronti di Lucia Borsellino nel corso della quale, il medico, Matteo Tutino, avrebbe detto riferendosi alla Borsellino “Va fermata, va fatta fuori come suo padre“, cioè come il compianto Paolo Borsellino del quale ieri si è celebrato l’anniversario dall’uccisione ad opera della mafia, continua a difendersi.

[easy_ad_inject_1] “Non mi dimetto, sono un combattente e un combattente muore sul campo. Se lo facessi la darei vinta ai poteri forti” ha dichiarato Crocetta all’Ansa.

Crocetta: ho subito un linciaggio – Dai microfoni di Rainews24 spiega di essere stato vittima di un vero e proprio linciaggio. “Ho vissuto due giorni come un lebbroso, reietto, colpevole di nulla. Questa
è stata ed è una istigazione al linciaggio – ha dichiarato – Credevo di non poter uscire nemmeno di casa, di non poter nemmeno guardare la gente in faccia. Ma le croci che porta Lucia Borsellino sono anche le mie. Manfredi mi darà atto di avere ascoltato, in questi anni, Lucia e di averlo fatto anche più di lui”, ha aggiunto il presidente della Regione Sicilia.

I legali di Tutino “Frase mai pronunciata” – Dal canto loro gli avvocati Giovanna e Daniele Livreri, difensori del chirurgo plastico Matteo Tutino ribadiscono in una nota diffusa ieri: “Il nostro assistito ribadisce ancora una volta come la terribile e sconvolgente frase di cui alle intercettazioni pubblicate dall’Espresso, nel senso inquietante dato alla stessa, non esiste e non poteva esistere perché non è stata mai profferita ed è purtroppo con rassegnazione che dobbiamo prendere atto che è una invenzione frutto di dossieraggio per motivi politici”.

Il direttore dell’Espresso aveva già detto nel weekend che il nastro esiste, non è in possesso del giornalista che ha scritto l’articolo, ma egli stesso ha avuto modo di ascoltarlo e farebbe parte di atti secretati. Il procuratore di Palermo Lo Voi ha in più occasioni ribadito che alla Procura quella conversazione non risulta.

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Vincent Dimaggio
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