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“Cure truffa” con staminali. Marino Andolina interrogato per due ore dal Gip di Brescia

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Brescia, 26 giugno 2015 – Marino Andolina, il medico triestino agli arresti domiciliari da lunedì scorso, in seguito all’inchiesta della Procura di Brescia su cure truffa propinate a pazienti con gravi malattie come Sla, Sma e leucemia, in cambio di soldi, ha risposto alle domande del Gip, Carlo Bianchetti, nel corso dell’interrogatorio di garanzia durato quasi due ore. Il medico, già coinvolto nell’inchiesta Stamina di un anno fa, è stato l’unico fra gli arrestati che non si è avvalso della facoltà di non rispondere. Insieme a lui, ricordiamo, sono stati posti agli arresti domiciliari anche un medico chirurgo plastico di Brescia, due bresciane e un milanese di Rho.

[easy_ad_inject_1]Le uniche parole rilasciate alla stampa, al termine del lungo interrogatorio, dal legale di Marino Andolina sono state “speriamo bene“.
Il medico triestino e gli altri indagati raggiunti dal provvedimento cautelare della Procura di Brescia, devono rispondere del reato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa nei confronti di soggetti vulnerabili.

Secondo la Procura, il gruppo aveva costituito una fondazione in Svizzera che proponeva ai pazienti delle cure miracolose mediante l’utilizzo di cellule staminali prelevate dal tessuto adiposo da pazienti che si sottoponevano a liposuzione o da parenti.

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