Ddl riforma Rai online. Ecco come sarà la nuova Rai

Rai

Roma, 3 aprile 2015 – E’ stato pubblicato sul sito di Palazzo Chigi il testo del disegno di legge di riforma della Rai-Radiotelevisione italiana Spa. Le novità previste dal Governo Renzi per l’emittente di Stato prevede un consiglio di amministrazione ridotto di due membri: da nove si passa a sette. I consiglieri Rai possono essere revocati dal governo ma non senza il via libera della commissione parlamentare di vigilanza Rai.

Tra le novità anche il blocco delle fuoriuscite degli amministratori delegati con stipendi e bonus milionari in caso di rinnovo del mandato ma si riconosce soltanto “un compenso; in caso di revoca al medesimo amministratore spetta un’indennità pari a tre dodicesimi del compenso annuo”. Inoltre l’amministratore delegato non è dipendente di RAI s.p.a. e rimane in carica per tre anni dall’atto di nomina, salva la revoca delle deleghe in ogni momento da parte del consiglio di amministrazione, sentita
l’assemblea.

[easy_ad_inject_1]Il consiglio di amministrazione sarà eletto in base ad una lista di quattro membri, dei quali due saranno eletti dalla Camera dei deputati e due dal Senato della Repubblica.
Altri due membri saranno nominati dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze e il settimo sarà un membro designato dall’assemblea dei dipendenti di RAI secondo modalità che garantiscano la trasparenza e rappresentatività della designazione stessa.

La revoca dei componenti del consiglio di amministrazione è deliberata dall’Assemblea ed acquista efficacia a seguito di valutazione favorevole della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

In caso di dimissioni o impedimento permanente del Presidente o di uno o più membri del consiglio di amministrazione. i nuovi componenti sono nominati con la medesima procedura di cui al comma 6 entro i trenta giorni successivi alla data di comunicazione formale delle dimissioni.

Si allungano i tempi del rinnovo del contratto di concessione del servizio pubblico radiotelevisivo che passa dai tre attuali ai cinque anni.

Sul fronte del canone Rai pagato dai cittadini italiani si prevede l’analisi specifica di costi-benefici per la sua riscossione:”entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Governo dovrà adottare uno o più decreti legislativi per la disciplina del finanziamento pubblico alla Rai spa con la revisione della normativa vigente in materia di canone, tenendo conto della giurisprudenza delle corti superiori”. Inoltre il Governo nello stesso periodo può adottare provvedimenti sull’ efficientamento del sistema del finanziamento pubblico della RAI s.p.a. in considerazione del livello di morosità riscontrata, dell’incremento delle disdette, dell’analisi costi-benefici nel perseguimento di politiche finalizzate a perequazione sociale ed effettività della riscossione; indicazione espressa delle norme abrogate e armonizzazione del sistema di finanziamento al modello societario della RAI s.p.a.

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Autore: Donato Paolino

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