Michele Buoninconti condannato a 30 anni di carcere per l’omicidio della moglie Elena Ceste

Asti, 5 novembre 2015 – Giunta la sentenza che dà un nome al colpevole dell’omicidio della giovane mamma di 4 bambini, Elena Ceste, scomparsa in una fredda mattina del 24 gennaio 2014. Michele Buoninconti, marito di Elena Ceste, la donna trovata morta nel rio Mersa, a Isola d’Asti, nell’ottobre 2014, è stato condannato dal Tribunale di Asti a 30 anni di carcere per omicidio e occultamento di cadavere della moglie.

[easy_ad_inject_1]Non si è dovuto attendere molto per la sentenza che è arrivata nel primo pomeriggio di ieri. Il giudice Roberto Amerio ha accolto in pieno la tesi accusatoria del pubblico ministero che aveva chiesto per Michele Buoninconti il massimo della pena nel processo di primo grado, prevista per il rito abbreviato.

Il cadavere di Elena Ceste, madre di 4 figli, fu ritrovato in un canale nelle campagne di Asti dopo otto lunghi mesi dalla sua scomparsa. Il marito si è sempre dichiarato innocente e si ritiene vittima di un errore giudiziario.

Oggi, prima della sentenza, l’uomo ha rilasciato dichiarazioni spontanee in cui riaffermava ancora una volta con forza la sua innocenza.

“Signor Giudice, io mi trovo davanti a lei senza un motivo vero, non c’è alcuna certezza che mia moglie sia stata uccisa e la procura non può provarlo, né ora, né mai, semplicemente perché non è accaduto. Ci vogliono le prove per condannare un uomo e la procura non le ha perché non esistono, non si può trasformare a piacimento un innocente in un colpevole, tra l’altro, di un omicidio che non c’è stato. La mia vita è ormai un libro aperto e non c’è nulla di cui io non vada orgoglioso, ho solo il rimorso di non aver capito l’entità del disagio psichico di mia moglie quella notte e di non aver chiamato un medico. Non ho creduto ai suoi tradimenti ed ho ancora difficoltà a crederci. Ritengo che Elena abbia piuttosto frequentato soggetti che si sono approfittati di lei in un momento di debolezza e quando si sono accorti delle sue difficoltà hanno taciuto”

questa una parte della dichiarazione resa da Michele Buoninconti davanti al giudice Roberto Amerio.

Con la sentenza di condanna, il giudice ha anche disposto un risarcimento danni di 300mila euro per ciascuno dei quattro figli, 180mila euro per i genitori e la sorella, 50mila euro per il cognato.

La famiglia Ceste ha accolto positivamente la sentenza di condanna ma col cuore infranto per la perdita di Elena, una giovane mamma e figlia morta per mano di suo marito.

“I genitori di Elena, Lucia e Franco, sono provati hanno pianto sia per la figlia che per i quattro nipoti”

hanno detto i legali della famiglia.

I legali del condannato definiscono ingiusta la sentenza, contro la quale presenteranno appello.

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Autore: Donato Paolino

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