Depressione post partum. Il rischio disturbo depressivo delle neomanne nel Dna

La predisposizione al disturbo depressivo dopo il parto è già nel Dna delle neomamme. Un team di ricercatori americani ha infatti scoperto che un basso livello di ossitocina nel sangue, meglio conosciuta come l’ormone dell’amore (quello che aiuta a creare il forte legame tra mamma e bambina) , può esporre al rischio del disturbo depressivo.

Charlottesville, Virginia (USA), 3 agosto 2015 – La depressione post-partum colpisce il 20% delle neo mamme. La depressione post partum è un disturbo che mette a rischio la salute dei bambini e che può provocare uno scarso sviluppo cognitivo, comportamentale e sociale. Ma ora un team di ricercatori della University of Virginia, negli Stati Uniti, ha scoperto un marcatore del sangue, l’ossitocina, che potrebbe aiutare ad individuare le donne predisposte al rischio depressione post partum e che in futuro potrebbe aiutare a prevenire l’insorgenza del disturbo nelle neomamme.

[easy_ad_inject_1]Alla base della predisposizione alla depressione post partum ci sarebbero dunque fattori genetici, nel senso che il rischio di sviluppare il disturbo sarebbe già scritto nel nostro Dna. Gli scienziati americano hanno individuato il marcatore proprio nell’ossitocina, meglio conosciuto come l’ormone dell’amore, che svolge un ruolo importante nel legame tra madre e figlio, le relazioni, lo stress, l’umore e la regolazione delle emozioni.

Per lo studio, sono stati analizzati i casi di oltre 14mila gravidanze tra il 1991 e il 1992, confrontando i campioni di sangue che sono stati prelevati tra la settima e la quarantunesima settimana di gravidanza, sia di mamme colpite da depressione post partum sia di quelle a cui non era stato diagnosticato il disturbo.

Ebbene, dai risultati ottenuti i ricercatori hanno osservato che nei casi in cui i livelli del gene recettore dell’ossitocina erano bassi la donna è risultata maggiormente esposta al rischio di sviluppare la depressione dopo il parto.

“Il ruolo del livello di ossitocina nel comportamento materno è ben noto nei roditori. Il nostro lavoro sottolinea la sua importanza nella condizione materna umana e pone la regolazione epigenetica del recettore dell’ossitocina in prima linea”

ha detto il co-autore della ricerca C. Sue Carter, direttore del Kinsey Institute presso l’Indiana University.

“Sappiamo che le donne che hanno sperimentato la depressione prima della gravidanza sono a più alto rischio di sviluppare depressione dopo il parto. Tuttavia, anche coloro che non hanno mai sperimentato la depressione possono averla dopo il parto. Questi marcatori genetici che abbiamo identificato ci aiutano a identificarla in anticipo”

ha spiegato Jessica Connelly, uno degli autori dello studio, assistente di psicologia presso l’Università della Virginia.

La depressione post partum rappresenta un problema di salute pubblica di notevole importanza, se si considerano la sofferenza soggettiva della donna e dei suoi familiari, nonché le limitazioni e i costi diretti e indiretti dovuti alla compromissione del suo funzionamento personale, sociale e lavorativo. In Italia si può stimare che su 576.659 nascite all’anno almeno 46.000 donne possono soffrire di depressione post partum.

“I nostri dati hanno bisogno di essere replicati, ma la nostra speranza è che il marcatore del recettore dell’ossitocina che abbiamo identificato possa essere utile per i medici a identificare le donne a rischio di depressione post-partum”

ha detto il primo autore dello studio, Aleeca Bell, della University of Illinois di Chicago.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Frontiers in Genetics.

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Autore: Vincent Dimaggio

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