Diabete. Test prevede comparsa diabete con 5 anni di anticipo

Roma, 26 agosto 2015 – Anche per i soggetti non a rischio sarà possibile prevedere la comparsa del diabete entro i prossimi 5 anni, grazie ad un test comunemente usato per le donne in gravidanza, il test da carico di glucosio o curva glicemica. Lo rivela uno studio italiano, condotto dal professor Giorgio Sesti, presidente eletto della Società Italiana di Diabetologia, insieme ai ricercatori dell’Università Magna Graecia di Catanzaro e dell’Università di Roma Tor Vergata.

[easy_ad_inject_1]I risultati dello studio hanno infatti dimostrato l’efficacia di un test da carico di glucosio o curva glicemica, comunemente utilizzato per le donne in gravidanza, per sapere in anticipo se ci si ammalerà di diabete.

Il test, sostengono i ricercatori, realizzato misurando la glicemia di base due ore dopo l’ingestione di 75 grammi di glucosio, sarebbe in grado di identificare una nuova categoria di soggetti con pre-diabete, i cosiddetti “NGT-con alta glicemia ad un’ora”, che presenta un rischio aumentato del 400% di sviluppare un diabete conclamato entro i successivi 5 anni.

Si tratta di una categoria di soggetti ribattezzata come “invisibili” alle strategie attuali di prevenzione che andrebbero invece tenuti sotto stretta osservazione.

Grazie al test da carico di glucosio, viene identificata una nuova categoria di persone con “pre-diabete” nelle quali una glicemia uguale o superiore a 155 mg/dl, predice la comparsa di diabete entro i successivi 5 anni, nelle persone con normale tolleranza glucidica.

Lo studio, pubblicato sulla rivista JCEM, Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, apre la strada a nuovi inediti scenari di prevenzione della malattia.

“Questa ricerca ha dimostrato che le persone con normale tolleranza glucidica, ma con valori di glicemia maggiori di 155 mg/dl, un’ora dopo l’assunzione di una bevanda contenente 75 gr di glucosio hanno un rischio maggiore di sviluppare il diabete mellito tipo 2, rispetto a quelli con alterata glicemia a digiuno, una condizione considerata a rischio secondo le linee guida internazionali e caratterizzata da un valore di glicemia a digiuno compreso tra 100 e 125 mg/ml. L’aspetto nella pratica clinica più rilevante è che la misurazione della glicemia un’ora dopo carico orale di glucosio, in aggiunta alle 2 misurazioni che abitualmente si eseguono, cioè glicemia a digiuno e quella a 2 ore, consente di identificare persone a rischio di diabete tipo 2 che sarebbero altrimenti ignorate nel tempo e private di indicazioni utili a modificare lo stile di vita e a prevenire lo sviluppo della malattia. Il tutto con un test ambulatoriale, comunemente eseguito e dai costi assai limitati”

ha spiegato l’autore dello studio Giorgio Sesti.

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Autore: Donato Paolino

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