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Discorso di fine anno del Presidente Sergio Mattarella. Sappe: Bene “espulsione immigrati pericolosi che commettono reati”

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Roma, 1 gennaio 2016 – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha tenuto ieri sera il suo primo discorso di fine anno in qualità di Capo dello Stato. Molti i temi affrontati. Vediamo di seguito i punti salienti.

Sud cresca o Paese indietro – Difficoltà e speranze degli italiani al centro del primo discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, Mattarella secondo il quale “Il lavoro innanzitutto. L’occupazione è tornata a crescere”, “l’uscita dalla recessione economica e la ripresa”, tuttavia, sottolinea Capo dello Stato, “non pongono termine alle difficoltà quotidiane di tante persone e famiglie”. “Il lavoro manca ancora a troppi dei nostri giovani” e manca “soprattutto al Mezzogiorno”. “Senza una crescita del Meridione l’intero Paese resterà indietro”.

Giovani,più mobilità sociale: Le disuguaglianze rendano “più fragile l’economia”.”Le discriminazioni aumentano le sofferenze di chi è in difficoltà”. “Come altrove, anche nel nostro Paese i giovani che provengono da alcuni ambienti sociali o da alcune regioni hanno più opportunità” dice Mattarella.
“Dobbiamo diventare un Paese meno ingessato e con maggiore mobilità sociale”. “L’innovazione è una sfida per tutti”.

Evasione ostacola crescita –
“La condizione economica dell’Italia va migliorando”, “anche le prospettive per il 2016 appaiono favorevoli”. Poi Mattarella ringrazia le istituzioni e “i moltissimi concittadini” per il “impegno e responsabilità”.
Mattarella avverte: “Un elemento che ostacola la crescita è l’evasione fiscale” che “ammonta a 122 miliardi di euro, vuol dire 7 punti e mezzo di Pil”. “Gli evasori danneggiano la comunità nazionale e i cittadini onesti. Le tasse sarebbero più basse se tutti le pagassero”.

Maggior impegno per l’ambiente – “Dobbiamo avere maggior cura dei nostri territori”, esorta il Capo dello Stato.”Occorre combattere contro speculazioni e sfruttamento incontrollato delle risorse naturali”, aggiunge. Poi invita le Istituzioni ad un “impegno sempre maggiore”. Ad esempio, dice, “si può chiedere ai cittadini di limitare l’uso delle auto private”, ma “il trasporto pubblico deve essere efficiente”. E “non dovunque è così”. Il compito di difendere l’ambiente “ricade in parte su ciascuno di noi”, ammonisce.

Il terrorismo non ci condizioni – “Il terrorismo fondamentalista cerca di portare la sua violenza nelle città d’Europa, dopo aver insanguinato le terre medio-orientali e quelle africane”, dice Mattarella. “Realizzare condizioni di pace e stabilità per i popoli di quei Paesi è la prima risposta necessaria”, anche “per difendere l’Europa e noi stessi”.
“Non esistono barriere, naturali o artificiali,che possano isolarci da quel che avviene oltre i nostri confini”. “Il terrorismo ci vuole impaurire e condizionare. Non lo permetteremo” .

Migranti: regole comuni in Europa – In questo periodo masse ingenti di persone si spostano “per sfuggire alle guerre o alla fame, o semplicemente, alla ricerca di un futuro migliore”. E molti muoiono in mare, anche “nell’indifferenza”.
Il fenomeno migratorio non può essere rimosso, ma “si può” e “si deve governare”, afferma. “Può farlo con maggiore efficacia l’Ue e la stiamo sollecitando con insistenza”. Occorrono “regole comuni” per “distinguere” chi da diritto all’asilo e chi va rimpatriato.

Migranti: accoglienza e rigore – “Molte comunità straniere si sono insediate regolarmente nel nostro territorio, generalmente bene accolte dagli italiani”. Anche l’Italia in passato ha conosciuto bene “la sofferenza e la fatica di chi lascia casa e affetti e va, da emigrante, in terre lontane”.
Poi il Capo dello Stato ha invitato ad abbattere “pregiudizi e diffidenze” prima che divengano “recinti o muri”. Ma precisa: “Serve accoglienza, serve anche rigore”, vanno rispettate leggi e cultura italiana.

La corruzione ruba il futuro – “Negli ultimi anni è cresciuta la sensibilità” per questo valore, soprattutto tra i più giovani, che “rifiutano comportamenti contrari alla legge perché capiscono che malaffare e corruzione negano diritti, indeboliscono la libertà e rubano il loro futuro”.”La quasi totalità dei nostri concittadini crede nell’onesta. Pretende correttezza. La esige da chi governa e chiede trasparenza e sobrietà”.

Avere cura della Repubblica – “Rispettare le regole vuol dire attuare la Costituzione”, che “è una realtà viva di principi e valori” chiosa Mattarella: “Tutti siamo chiamati ad averne cura”, a “farne vivere i principi nella vita quotidiana”.
Poi il suo augurio a Papa Francesco e al suo forte messaggio di “convivenza pacifica e difesa della dignità umana”. E l’augurio ai “bambini nati nel 2015: hanno portato gioia e speranza per il futuro della nostra Italia”

I commenti:
Matteo Renzi: Discorso bello, diretto: “Discorso bello e diretto al cuore degli italiani. Grazie Presidente #buonanno”, scrive in un tweet il presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Matteo Salvini: bene sui migranti – Il leader della Lega, Matteo Salvini apprezza il passaggio sui migranti: “Persino Mattarella ci dà ragione. Bisogna espellere le centinaia di migliaia di clandestini che non scappano dalla guerra e che Renzi e Alfano continuano a ospitare negli alberghi”. “Ci dispiace” che il Capo dello Stato “continui ad affidarsi a Bruxelles che affama la nostra gente”. “Auguri, non le perdonerò mai di aver difeso la legge Fornero che ha creato disoccupazione e disperazione”, conclude Salvini.

Beppe Grillo: Mattarella è un ologramma – “Il presidente della Repubblica è un ologramma dell’ologramma” ha detto Beppe Grillo nel suo discorso di fine anno in streaming dal suo blog in contemporanea con il discorso di Mattarella. In Italia, dice il leader M5S, “non abbiamo più niente, tutto è finto: un ologramma. Non abbiamo un Governo, non esiste un Parlamento”. Quando ti avvicini capisci che “non c’è nulla di vero, neppure le frontiere, neppure gli 80 euro. Fumo”. L’Italia è “in crisi di identità”,”rinnega gli alleati”.”Non so come sarà” il 2016, ma “speriamo bene”.

Laura Boldrini: Da Mattarella “una scelta di profondo significato politico”. Il presidente della Camera dei Deputati loda anche “il riferimento alle questioni dell’ambiente” e l’invito ad avere cura della Repubblica: “Le sue parole ci ricordano che la democrazia è una conquista da non dare mai per scontata, che va alimentata ogni giorno con la partecipazione”, conclude.

Renato Brunetta: da Mattarella solo buon senso –
“Discorso descrittivo e di buon senso che però non ha affrontato i veri problemi dell’Italia” ha commentato il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta. “Siamo usciti dalla recessione ma non dalla crisi. Per tornare ai livelli ante 2008, a questi ritmi di crescita, ci vorranno almeno 10 anni. E non c’e’ da rallegrarsi”, sottolinea. Poi la critica: “Non una parola sui marò. Girone e Latorre sono stati dimenticati anche l’ultimo giorno del 2015”.

Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: “Ho molto apprezzato il discorso di fine anno del Capo dello Stato Sergio Mattarella, improntato a concretezza, buon senso e contezza della realtà. In particolare, il richiamo presidenziale all’espulsione degli immigrati pericolosi che commettono reati è molto importante e potrebbe significare molto per un riassetto del sistema penitenziario del Paese. Da tempo noi sosteniamo che gli immigrati condannati da un tribunale italiano con una sentenza irrevocabile debbano espiare la pena nelle carceri dei Paesi d’origine, anche senza il consenso dell’interessato. Oggi abbiamo in Italia oltre 17mila detenuti stranieri, quasi il 40% di quelli presenti”. “E’ sintomatico”, aggiunge il leader dei Baschi Azzurri, “che negli ultimi dieci anni ci sia stata un’impennata dei detenuti stranieri nelle carceri italiane, che da una percentuale media del 15% negli anni ’90 sono passati oggi ad essere oltre 20mila. Fare scontare agli immigrati condannati da un tribunale italiano con una sentenza irrevocabile la pena nelle carceri dei Paesi d’origine può anche essere un forte deterrente nei confronti degli stranieri che delinquono in Italia”.
“Il dato oggettivo è però un altro” conclude Capece: “le espulsioni di detenuti stranieri dall’Italia sono state fino ad oggi assai contenute, oserei dire impercettibili: 896 nel 2011, 920 nel 2012, 955 nel 2013 e solamente 811 nel 2014, soprattutto in Albania, Marocco, Tunisia e Nigeria. Auspico che l’autorevole richiamo del Capo dello Stato sull’espulsione degli immigrati pericolosi che commettono reati, a cominciare da quelli detenuti, induca il Governo a definire Accordi concreti con i Paesi dai quali provengono gli stranieri detenuti in Italia ” conclude la nota.

Vincent Dimaggio
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