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Dolore cronico: in Italia ne soffre quasi un italiano su due

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Milano, 25 aprile 2016 – Da una recente indagine “Pain in Italy” condotta da Movimento Consumatori, in collaborazione con il Centro Studi Mundipharma, è emerso che nell’ultimo decennio la prevalenza del dolore nel nostro Paese è aumentata in modo significativo. In Italia quasi una persona su due soffre di dolore cronico, legato in genere a patologie di natura artrosica, e uno su tre non riceve cure appropriate o non ne riceve affatto.

Circa l’87% degli intervistati hanno dichiarato di essere afflitti da una condizione di sofferenza con cui convivono da oltre 6 mesi, con forti ripercussioni, ovviamente, sia sul lavoro sia sul proprio benessere psicofisico. Per quanto riguarda invece le cure si evidenziano forti criticità, come il continuo abuso di FANS, nonostante i loro noti effetti collaterali, e un sottoutilizzo di farmaci oppioidi. Il risultato è che 4 pazienti su 10 hanno dichiarato di essere insoddisfatti delle terapie per combattere il dolore.

L’indagine è stata svolta da ottobre a dicembre 2015 e ha coinvolto oltre 2.200 italiani di età adulta, di cui il 52,5% donne, è stata condotta sia attraverso la compilazione di un questionario online, pubblicato sul sito di Movimento Consumatori, sia tramite interviste dirette realizzate dai volontari alle persone che accedevano agli sportelli associativi presenti in 8 città italiane (Torino, Milano, Livorno, Roma, Foggia, Andria, Palermo, Caltanissetta).

Scopo della ricerca era quello di tracciare un quadro più aggiornato della cosiddetta “malattia dolore”, il dolore cronico in Italia, a distanza di 6 anni dalla Legge 38/2010 e a oltre un decennio dall’indagine “Pain in Europe”, una delle ultime e più articolate survey su questo argomento, che aveva evidenziato nel nostro Paese una prevalenza del dolore cronico pari al 26% della popolazione.

“Dalla ricerca emerge una situazione italiana ancora preoccupante. E’ aumentata in modo rilevante la percentuale di cittadini con dolore persistente; vi è inoltre una prevalenza di patologie artrosiche, come mal di schiena o problemi alle articolazioni, e una sofferenza di grado severo in quasi metà degli intervistati. Nonostante molto si sia fatto per divulgare la cultura della valutazione del dolore tale aspetto è ancora sottovalutato, con una rilevante percentuale di pazienti in cui la sofferenza non viene mai misurata o misurata raramente, impedendo di fatto un trattamento puntuale e un monitoraggio costante della sintomatologia. Inoltre, il consumo di FANS in Italia risulta ancora troppo elevato, benché questi farmaci debbano essere utilizzati solo per breve tempo, a causa del marcato aumento del rischio di eventi cardiovascolari. Al contrario, oggi le evidenze scientifiche suggeriscono di trattare il dolore moderato-severo con bassi dosaggi di oppioidi forti, più efficaci e con minori effetti collaterali. Sicuramente occorre compiere ancora un grande sforzo per sensibilizzare gli operatori sanitari sulla valutazione del dolore e sull’appropriatezza del suo trattamento, quale obiettivo etico e assistenziale fondamentale per assicurare una migliore qualità delle cure erogate” commenta Vittorio Schweiger, Ricercatore universitario e Direttore Struttura Semplice Terapia del Dolore presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Integrata di Verona.

Dai risultati dell’indagine è emerso non solo che il 46,4% degli intervistati soffre di dolore cronico ma anche che nell’87% dei casi, il dolore perdura da almeno 6 mesi. Tra le cause principali vi è l’artrosi (49,8%), seguita da mal di testa/emicrania (19,9%) e artrite (14,4%), mentre una causa oncologica si riscontra soltanto nel 4% del campione.

Inoltre, per sette persone su dieci il dolore cronico si ripercuote sulla qualità di vita che viene seriamente compromessa con pesanti ripercussioni sul lavoro, le attività quotidiane e sul sonno. Uno dei dati preoccupanti che emergono dall’indagine è il fatto che una persona su tre lamenta di non ricevere alcun tipo di trattamento o terapia, mentre chi segue un regime terapeutico spesso riceve cure inappropriate.

“Siamo particolarmente soddisfatti per l’interesse e le adesioni che ha riscosso l’indagine Pain in Italy. In realtà, siamo anche un po’ sorpresi; sinceramente non pensavamo che i cittadini fossero così disponibili a confrontarsi con un tema tanto ‘intimo’ come il proprio dolore: segno che si tratta di una problematica di forte attualità, su cui gli italiani hanno desiderio di essere ascoltati e trovare conforto. I risultati emersi sono, tra l’altro, molto significativi, se si pensa che il problema tocca da vicino 1 cittadino su 2. Il prossimo step, ora, dopo aver sondato il vissuto e indagato le modalità terapeutiche in atto, sarà monitorare a che punto siano le Regioni italiane rispetto al recepimento della Legge 38. Riteniamo, infatti, che solo tramite una sua puntuale attuazione i cittadini italiani potranno nutrire la ragionevole speranza di accrescere la propria soddisfazione sull’efficacia delle cure, alle quali devono necessariamente sottoporsi”, ha dichiarato Alessandro Mostaccio, Segretario Generale Movimento Consumatori.

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