Doping. Alex Schwazer ancora positivo: “Nessuna scusa, non ho sbagliato”.

In conferenza stampa Alex Shwazer si difende dalle nuove accuse di doping: “oggi non ci saranno scuse, non ho commesso errori”
Perché un campione come Alex Schwazer, dopo essere risultato positivo ad un controllo anti-doping all’Epo alla vigilia dei Giochi olimpici di Londra 2012, sospeso poi dal Tribunale Nazionale Antidoping fino al 29 aprile 2016 e dopo essere rientrato alla grande nel mondo dello sport qualificandosi per i Giochi Olimpici di Rio con una vittoria nella 50km di Roma, dovrebbe ricadere nello stesso errore alla vigilia di un appuntamento così importante come le Olimpiadi di Rio?

La domanda innesca un legittimo dubbio che consiglia prudenza e attesa. La notizia è assolutamente tanto delicata quanto scandalosa: Alex Schwazer, atleta italiano specializzato nella marcia, campione olimpico della 50 km a Pechino 2008, è nuovamente sotto accusa per un caso di doping.

L’atleta è accusato di essere positivo e, in particolare le analisi effettuate sul campione prelevato quattro giorni dopo la sua vittoria in Coppia del Mondo a Roma, avrebbero evidenziato di avere il testosterone 11 volte sopra la norma.

Si tratterebbe del secondo test a rivelare una positività in quanto il primo aveva dato esito negativo. Inoltre Schwazer sarebbe risultato negativo ad altri 15 test, compresi quello relativo passaporto biologico e le analisi effettuate volontariamente presso l’ospedale San Giovanni di Roma.

In conferenza stampa Alex Shwazer si difende:Sarò molto sintetico, sennò vengo accusato di nuovo di fare teatro. Come 4 anni fa sono qui a metterci la faccia per rispetto mio e di chi mi sta vicino. Però oggi non ci saranno scuse, non ho commesso errori. Quattro anni fa ho sbagliato, stavolta non ho fatto errori. Anzi, da un anno e mezzo, con tanta fatica, sto facendo il contrario, andando a Roma, ad allenarmi da Sandro Donati, chiedendogli di fare il possibile per dimostrare che il mio ritorno è pulito. Oggi non ci saranno scuse. Non devo scusarmi col mio allenatore e con chi mi è vicino. Sono stato informato ieri della positività, quindi non posso dire tanto. E’ un incubo per me, è la peggiore cosa che poteva succedere. Ma vi posso giurare che si andrà a fondo. Perché ho investito troppo in questo ritorno, ho dato troppo e sto dando forse ancora adesso troppo. E non abbandonerò questo obiettivo perché c’è di nuovo ostilità. Stavolta grande. Ce ne sono state altre già di chi non voleva farmi gareggiare, non voleva farmi vincere a Roma, mi volevano piazzato. Forse qualcuno non vuole che vada alle Olimpiadi. Stranamente passato un po’ di tempo tra esame e positività. Farò il cento per cento di quanto è possibile per chiarire. In questi 4 anni ho fatto una serie di passi, ho anche inguaiato qualcuno. Ma tutto quello che ho fatto lo rifarei, non si poteva fare le cose in maniera migliore. So benissimo che un atleta trovato positivo per qualcuno ha poca credibilità e per questo per qualcuno le mie parole lasceranno il tempo che trovano. Ma voglio dirvi che c’è stato Sandro vicino a me che ha impiegato la sua vita contro il doping. Come anche il professor D’Ottavio e altri che ci sono stati di fianco. Spero ci pensiate due volte prima di attaccare anche loro. Con me io sono abituato: quando vinci sei il top del top, quando sbagli sei il peggio del peggio. Io sono anche abituato a questa situazione, però spero che prima di scrivere cose non vere su di loro ci pensiate due volte“.

L’avvocato Brandstaetter difende a spada tratta il suo assistito e parla di notizia incredibile e devastante:Siamo immediatamente a confrontarci con voi perché siamo davanti a una notizia incredibile, devastante, che non possiamo accettare perché profondamente ingiusta. Voglio dire subito una cosa: Alex con questa vicenda non ha nulla a che vedere. Non ha nessuna responsabilità. Ora cercheremo di poter acclarare la verità anche per interesse superiore di giustizia. Poi il professor Donati vi farà un iter tecnico della vicenda. Per noi è inconcepibile tutta la vicenda, è strano che una prova che a gennaio è stata negativa il 12-13 maggio, 5 giorni dopo che Alex ha vinto a Roma, venga riaperta e classificata positiva a sostanze anaboliche che nulla hanno a che vedere con lo sport e l’esistenza. Tutti sanno che ci sono state una serie di pressioni da parte di chi cercava di ostacolare il rientro di Alex e ora noi cercheremo di andare in fondo perché auspichiamo trovare la verità di una vicenda brutta e sporca. Sicuramente faremo una denuncia penale contro ignoti, sperando di dissipare in futuro questo “ignoti”. Alex spera e confida di poter andare alle Olimpiadi, perché non ha nulla da rimproverarsi. Vorrei sottolineare che il prof Donati e Schwazer hanno segnalato alla Wada tutte le sue disponibilità. A 4 mesi dal primo gennaio, dopo un controllo negativo, vedersi rinfacciare un test positivo a sostanze anaboliche ci lascia furiosi. Alex ha fatto un percorso esemplare e non può accettare di essere rimesso in discussione in una vicenda in cui non ha responsabilità. C’è tanta cattiveria nei suoi confronti, tanti episodi non trasparenti. Denunceremo anche per chi l’ha sostenuto fino a oggi“.

L’allenatore Sandro Donati, tra gli uomini più impegnati da sempre sulla lotta al doping non ha dubbi:Considerando il passato, Alex è l’identikit perfetto dell’atleta che si dopa all’insaputa dell’allenatore e di chi gli è accanto. Che disillude, tradisce. Quale migliore pretesto avrei avuto per abbandonarlo, magari facendo la figura di chi non s’era accorto, come colore che l’avevano seguito in precedenza, e uscendone serenamente. Questo non accadrà mai: resterò accanto a lui e non chiedo a nessuno di risparmiarmi. Poi ognuno si specchia con ciò che dice e come è in grado di documentarlo. Con Alex abbiamo intrapreso un progetto unico. Abbiamo messo a disposizione delle autorità sportive i dati dei 35 controlli fatti. Abbiamo inviato all’agenzia antidoping un documento con cui Alex rinunciava alla finestra oraria, dicendosi disponibile ad essere controllato 24 ore su 24. La non risposta è una provocazione di un sistema che continua a andare avanti con le sue regole. L’atleta positivo diventa la preda su cui il sistema sportivo può dimostrare la propria durezza, inflessibilità. Peccato vengano dimostrate solo verso soggetti singoli e deboli. D’altra parte ho capito che lo aiutavo a crescere come atleta ma diventavo il suo handicap per l’odio che c’era nei miei confronti per le mie battaglie passate. Con tutti i pretesti possibili, sulla tv di stato, sui giornali, come una guerra psicologica. Alex è un fenomeno eccezionale con una grande capacità di recupero. Questa è una vicenda incredibile nella tempistica. Dopo 5 mesi e mezzo di un risultato negativo, non si sa bene per la premura di chi, quel campione d’urina è stato ripreso in considerazione e in maniera stentata uscivano valori che a malapena venivano presi come valori di positività. Mal si concilia la presenza di una sostanza dopante con un atleta che ha rinunciato alla finestra oraria di repreribilità e che può essere controllato in qualsiasi momento. E tutti gli esami successivi confermano la negatività. Quello potrebbe essere il doping di uno scemo, un doping inutile, che non porta da nessuna parte. Sono state pubblicate le foto di Gatlin accanto a quelle di Alex: uno che ha un braccio che sono due volte le gambe di Alex e questo è chiaramente l’effetto degli anabolizzanti assunti negli anni. Alex non ha il fisico di un anabolizzato. E quei valori sono una goccia nel mare, non ne ha bisogno un marciatore che ha bisogno di resistenza. In passato c’è chi risultò positivo per caffeina e di caffeina nel campione non ce ne era nemmeno una goccia. Non discutiamo il risultato di Colonia, sicuramente è affidabile, non è quello il punto. Il punto è cosa ha portato alla nuova analisi di quel campione di urina, che era risultato positivo e certamente lo era altrimenti sarebbe stato approfondito subito. Ci prenderemo le calunnie, ma bisognerà iniziare a analizzare la vicenda sulla base della storia delle istituzioni sportive. Non serve che vi dica nulla sulla storia attuale della Iaaf, tra compravendita della positività, sospensione dei dirigenti per i soldi incassati. Non serve che vi dica che la Wada, meritevole per molte cose, ha grossi problemi. Qui bisogna contare fino a cento prima di farsi un giudizio. Se arrivassero delle scuse dopo un anno e mezzo sarebbero sempre gradite, ma le persone ci lasciano la salute in queste vicende“.

Altre reazioni e commenti – Secca la replica del suo legale Gerhard Brandstätter, che ha annunciato una conferenza stampa per le 16, e ha definito le accuse “false e mostruose“. “Ora è successo quello che Alex ha sempre temuto, ma noi ci difenderemo e faremo causa“, ha aggiunto l’avvocato.

Federica Pellegrini: “Dispiace che ci sia ricascato, ma aspettiamo prima di dare un parere”. È appena successo e onestamente non so se darla per vera. Vedremo nei prossimi giorni ma comunque dispiace molto che ci sia ricascato, se si può dire così di una cosa fatta non volutamente“. La nuotatrice ha aggiunto che “ovviamente ci sono grandi dubbi soprattutto da parte di noi atleti, però non mi voglio sbilanciare. Vedremo nei prossimi giorni cosa succederà, perché la notizia è fresca e non sappiamo ancora se sia vero e quali sostanze siano state trovate. Prima di dare un parere, magari un pochino più pesante, aspettiamo. Oggi per la squadra olimpica c’è un clima di festa e non deve essere assolutamente intaccato da questa notizia”.

Alfio Giomi, presidente della Fidal: “Al momento sono sconvolto, stiamo cercando di capire”.

Filippo Magnini: “Se fosse vero un secondo caso così sarebbe molto grave. Questa è la legge numero uno nello sport: si vince si perde, ma è inutile vincere rubando“.

Fabrizio Donato, triplista e senatore dell’atletica azzurra: “La notizia della nuova positività al doping di Schwazer è uno choc. Ho seguito poco la vicenda e onestamente mi interessa anche poco. Dispiace, perché è un grandissimo danno per l’atletica e per lo sport in generale”. “Il nostro mondo ha bisogno di altro, i nostri figli hanno bisogno di un’altra immagine. Speriamo che le Olimpiadi di Rio portino una bellissima immagine dell’Italia, perché questo è un fulmine a ciel sereno. Quando a suo tempo io e Vizzoni abbiamo incontrato i ragazzi (della marcia, ndr) non era tanto per dare il benvenuto a Schwazer, era un messaggio per calmare le acque. Anche perché tutte queste energie nervose che noi spendiamo per seguire fatti extrasportivi non fanno altro che mettere in difficoltà noi atleti“.

Autore: Donato Paolino

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