Allarme dermatiti professionali: 4 allergeni su 10 sono a lavoro, più a rischio medici e tabaccai

Roma, 11 novembre 2015 – E’ boom di dermatiti professionali e tra le categorie di lavoratori più a rischio vi sono i medici e i tabaccai. I primi perché vengono spesso a contatto con farmaci che possono provocare irritazione alla cute, specie se si viene a contatto con benzodiazepine, ACE-inibitori e beta-bloccanti, per i secondi i pericoli vengono in particolare dal contatto con il nickel, la sostanza contenuta in particolare nei rivestimenti dei gratta e vinci, che può causare la dermatite.

[easy_ad_inject_1]Professionisti, dunque, sempre più esposti al rischio dermatiti a causa di veleni che molto spesso si trovano sul luogo del lavoro e la maggior parte di loro non denuncia il fatto per paura di perdere il proprio impiego. Lo affermano gli esperti della Sidapa, la Società italiana di dermatologia allergologica professionale e ambientale, secondo cui i casi di dermatiti professionali denunciati ogni anno sono circa 600, ma ritengono che questa sia solo la punta di un iceberg molto più profondo.

C’è il medico, ad esempio, che si espone al rischio ogni volta che somministra un farmaco, così come l’infermiere o la badante, c’è il falegname ipersensibile alla segatura, il tabaccaio sensibile a prodotti seppur cartacei come i gratta e vinci, o l’istruttore di nuoto allergico al cloruro d’alluminio usato per igienizzare le piscine.

Spesso la paura di perdere il lavoro li fa tacere mettendo così a rischio la loro salute. Non solo, secondo il Sidapa, negli ultimi 8 anni anni sono stati scoperti 172 nuovi allergeni, e 4 su 10 sono ‘veleni’ che si incontrano proprio sul luogo di lavoro.

“Segnalare i problemi è invece essenziale per riconoscere le situazioni di rischio e mettere in pratica i metodi di prevenzione, spesso molto semplici, che possono impedire la comparsa di dermatiti professionali” raccomandano i dermatologi riuniti in Congresso nazionale a Caserta.

“Ogni anno sono poco meno di 20 i nuovi allergeni individuati dagli studi scientifici, e per il 40% si tratta di sostanze comuni in ambiente lavorativo. Un terzo appartiene alla lista degli ingredienti usati in ambito cosmetico, indicati genericamente come ‘air conditioning agents’: sostanze definite idratanti, umettanti, emollienti e agenti protettivi che si possono trovare in tinture per capelli, smalti per unghie, cere depilatorie, prodotti per il corpo, e che mettono a rischio estetiste, parrucchieri e addetti dei centri benessere. La probabilità di dermatiti professionali è alta anche in medici, infermieri e badanti che devono somministrare farmaci ai pazienti: le polveri che si depositano sulla cute, toccando le pillole o spezzandole, possono provocare irritazioni e sono numerosi gli operatori sanitari ipersensibili per contatto a medicinali molto diffusi come le benzodiazepine, gli Ace-inibitori e i beta-bloccanti”

ha spiegato Nicola Balato, presidente del Congresso e professore associato di Dermatologia all’università Federico II di Napoli.

La soluzione ideale per ridurre il numero dei casi di dermatiti professionali è diminuire il più possibile il contatto con gli allergeni, ma la prevenzione – sottolinea Cataldo Patruno, co-presidente del Congresso e consigliere Sidapa – dovrebbe e potrebbe iniziare anche prima di mettere la firma sul contratto di lavoro.

[easy_ad_inject_2]

Autore: Donato Paolino

Le mie ultime notizie. Sono un news blogger appassionato di notizie e sono l'autore di questo sito web. Dal 2001 ho collaborato con numerosi siti di divulgazione e informazione sia generalista che di settore.. Per qualsiasi informazione o se vuoi aiutarmi a far crescere questo sito contattami su notizie@notiziefree.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *