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Ecco la prima dieta scientifica che sgonfia la pancia eliminando i FODMAP

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Milano, 24 giugno 2015 – La pancia gonfia può essere eliminata ma bisogna farlo scientificamente se si vuole raggiungere l’obiettivo prefissato, cioè la pancia piatta. E a dimostrarcelo è uno studio scientifico presentato all’EXPO di Milano dal professor Enrico Stefano Corazziari, gastroenterologo dell’Università La Sapienza di Roma, e alla “Digestive Disease Week” di Washington.

Lo studio ha dimostrato che ci sono particolari alimenti che fermentano troppo nell’intestino causando appunto il gonfiore alla pancia. I ricercatori, per la prima volta, hanno sottoposto una dieta ad uno studio scientifico proprio come si fa per i farmaci, per dimostrarne l’efficacia, anche contro i disturbi funzionali intestinali e per la sindrome del colon irritabile.

[easy_ad_inject_1]In pratica, per evitare la pancia gonfia bisogna evitare quei cibi che fermentano per troppo tempo nel nostro organismo, i cosiddetti alimenti Fodmap. Gli alimenti da eliminare per sgonfiare la pancia sono quelli che contengono oligosaccaridi come i legumi, alcuni tipi di verdure come i carciofi, i broccoli e l’aglio, tra la frutta vanno evitati cachi e anguria, i cereali, come frumento e segale; il fruttosio contenuto in mela, pere, pesche e mango; il lattosio che si trova in latte e formaggi freschi; i polioli, contenuti nelle ciliegie e nelle susine, in verdure come cavolfiori e funghi; e infine i dolcificanti come mannitolo, sorbitolo e xilitolo.

Dalla ricerca è emerso che dopo il primo mese di dieta, da cui erano stati eliminati gli alimenti Fodmap, i soggetti coinvolti hanno fatto registrare il 40% in meno di pancia gonfia rispetto a prima. Dopo 16 mesi di dieta la riduzione del gonfiore alla pancia ha raggiunto il 66%. Dai dati raccolti è, inoltre, emerso che il dolore addominale è diminuito del 40% già dopo un mese e la sua percezione si è più che dimezzata anche dopo 16 mesi.

“Abbiamo sottoposto a questa dieta più di un centinaio di persone. Tuttavia lo studio ne ha prese in considerazione 75 di entrambi i generi, e seguite per un periodo medio eccezionalmente lungo per questo tipo di studi: oltre 2 anni in media. Lo studio è stato condotto su persone con intestino irritabile ma la dieta è consigliabile per tutti coloro che hanno problemi di pancia gonfia”

ha spiegato il professor Enrico Stefano Corazziari dell’UOC di Gastroenterologia, Dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche alla Sapienza di Roma.

Lo studio ha dimostrato che si possono avere miglioramenti sulla salute complessiva dei pazienti con una dieta personalizzata, evitando gli alimenti ad alta capacità di fermentazione.

“La fermentazione dei cibi, in certe persone predisposte può determinare un accumulo di gas che, insieme a un concomitante maggior afflusso di acqua, causano una distensione del lume intestinale. Questo, complice l’ipersensibilità che caratterizza tali soggetti, causa distensione e dolore addominale. Le nuove conoscenze scientifiche ci permettono di lasciarsi alle spalle il detto ‘noi siamo quello che mangiamo’, oramai superato, per fare posto a un nuovo concetto: noi siamo il cibo che assorbiamo e soffriamo per quello che non assorbiamo e che la flora fermenta”

ha detto il professor Enrico Stefano Corazziari.

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