Ecoreati. Novità e i nuovi reati introdotti dalla nuova legge. Renzi:”attesi da decenni”. Bonelli: “legge creativa”

Roma, 20 maggio 2015 – Il Senato della Repubblica ha approvato in via definitiva la nuova legge sugli ecoreati, i reati ecologici, con 170 voti a favori, 20 contrari e 21 astenuti.

Il nuovo provvedimento individua 5 nuovi reati, il disastro ambientale, l’inquinamento ambientale, il traffico e abbandono di materiale radioattivo, l’impedimento del controllo e l’omessa bonifica.

In particolare il reato di “disastro ambientale” punisce con il carcere da 5 a 15 anni chi abusivamente altera gravemente o irreversibilmente un ecosistema o compromette la pubblica incolumità. Per “inquinamento ambientale” si prevedono da 2 a 6 anni per chi abusivamente compromette o deteriora in modo significativo e misurabile la biodiversità o un ecosistema o la qualità del suolo, delle acque o dell’aria. Pene diminuite per colpa e aumentate, invece, se o delitti sono commessi in aree vincolate o a danno di specie protette, e nel caso di inquinamento seguito da morte o lesioni.

[easy_ad_inject_1] La fattispecie di “traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività” prevede il carcere da 2 a 6 anni per chi abusivamente commercia e trasporta materiale radioattivo o chi se ne disfa illegittimamente.
Pene anche per chi impedisce i controlli, ossia chi nega o ostacola l’accesso o intralcia i controlli ambientali. Per loro pene da 6 mesi a 3 anni.
In caso di “omessa bonifica” pene da 1 a 4 anni per chiunque, avendone l’obbligo, non provvede alla bonifica e al ripristino. Il provvedimento prevede due aggravanti: ecomafiosa (in caso di associazioni mafiose o associazione a delinquere e se vi è partecipazione di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio) e ambientale (reato commesso per eseguire un delitto contro l’ambiente).

Le pene, considerate tutto sommato piuttosto basse vista la probabile incidenza di morti tra la popolazione delle varie “terre dei fuochi” prevedono anche sconti di pena in caso di ravvedimento operoso e a chi aiuta gli inquirenti a ricostruire il fatto o individuare i colpevoli.

Raddoppiati i termini di prescrizione che viene sospesa in caso di ravvedimento operoso. Previsto l’obbligo di confisca dei beni che costituiscono il prodotto o il profitto del reato con esclusione dei beni di terzi estranei al reato o se l’imputato ha provveduto a messa in sicurezza e bonifica.

Se possibile è prevista la condanna al ripristino dello stato dei luoghi. Prevista l’estinzione del reato in assenza di danno o pericolo in caso di adempimento a specifiche prescrizioni e il pagamento di una sanzione. La responsabilità amministrativa delle società si estende anche ai nuovi ecoreati.

Aggravanti sono previste in caso di associazione a delinquere di stampo mafioso. Pene aumentate da un terzo alla metà se dell’associazione ‘fanno parte pubblici ufficiali o incaricati di un pubblico servizio che esercitano funzioni o svolgono servizi in materia ambientale.

Soddisfatto il premier Matteo Renzi che su twitter scrive: “Provvedimenti attesi da decenni diventano leggi. Oggi sui reati ambientali. È proprio #lavolta buona”

Critico il co-portavoce dei Verdi Angelo Bonelli: “Con grande creatività il Parlamento italiano e con una maggioranza che va dall’Ncd di Alfano fino al Movimento 5 Stelle introduce nel nostro ordinamento il reato di disastro ambientale solo se cagionato ‘abusivamente’ come se vi fossero reati ambientali che non sono abusivi. Chi dice che questo avverbio era un problema secondario perché non lo ha cancellato dalla legge sugli ecoreati?”. “Non lo hanno cancellato perché con questo avverbio (inserito nell’articolo 452 quater) si garantisce un’ombra di incertezza che può portare all’impunità per quelle grandi industrie che, da Priolo a Taranto fino a Trieste, inquinano a norma di legge, ovvero con una autorizzazione – continua il leader ecologista -. Sia chiaro, noi Verdi vogliamo una legge sugli ecoreati e questa legge sarà un passo avanti per contrastare le ecomafie; ma esiste un’illegalità rappresentata da quelle industrie che inquinando con autorizzazione avranno, di fatto, un possibile salvacondotto penale”. “Con l’introduzione del disastro ambientale ‘abusivo’ – conclude Bonelli – si è fatto un compromesso drammatico per salvaguardare gli interessi di un’industria che inquina e che, grazie al decreto 91/2014 del ministro dell’Ambiente Galletti, continuerà a scaricare a mare ancora più inquinanti”.

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Autore: Vincent Dimaggio

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