Elezioni USA. Nuova tegola sulla Clinton per grazia concessa dal marito Bill

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Per NBC 26 milioni di persone hanno già votato uno dei due candidati alla presidenza degli Stati Uniti d’America. Ma intanto una nuova tegola si abbatte sulla Clinton per la grazia concessa dal marito Bill nel suo ultimo giorno di presidenza e il senatore repubblicano Johnson evoca impeachment per la candidata democratica

Un’analisi NBC riferisce che oltre 26 milioni di americani hanno già votato anticipatamente per le elezioni presidenziali che vedono in gara, in un testa-a-testa Donald Trump e Hillary Clinton. Si tratta di circa il doppio di quanti usarono l’early voting (voto anticipato) una settimana prima delle presidenziali del 2012.

Alcuni elettori cambiano il voto anticipato – in otto Stati è possibile cambiare voto dopo averlo espresso anticipatamente. Secondo Fox News si tratta di Wisconsin, Minnesota, New York, Connecticut, Hawaii, Pennsylvanya, Michigan e Louisiana, anche se il ‘ministro dell’interno’ di quest’ultimo stato ha precisato che le informazioni non sono corrette. In Minnesota, in Connecticut e alle Hawaii si può cambiare voto fino al 1 novembre. In Pennsylvania fino al giorno delle elezioni. A NY fino al giorno prima dell’apertura delle urne e nel Winsconsin si puo cambiare fino a 3 volte.

Nuova tegola su Hillary Clinton – Intanto l’Fbi ha pubblicato via Twitter i documenti dell’inchiesta sulla grazia concessa dall’allora presidente Bill Clinton (nell’ultimo giorno del suo mandato, il 20/1/2001) al finanziere Usa, Marc Rich, morto in Svizzera nel 2013, accusato di 60 reati, tra cui frode, evasione di 48 mln di tasse e traffico di petrolio con l’Iran. Rischiava 300 anni di carcere.
I file sono stati diffusi a 7 giorni dalle elezioni e dopo la bufera scatenata dall’annuncio dell’Fbi sull’apertura di una nuova indagine sulle email della candidata Hillary Clinton.

L’Fbi difende la propria decisione di pubblicare a una settimana dalle presidenziali le carte di una inchiesta -archiviata- sulla controversa grazia concessa da Bill Clinton nel 2001 al finanziere Marc Rich: “Per procedura standard -spiega l’Fbi- questi materiali diventano disponibili per la diffusione e sono postati automaticamente ed elettronicamente nella sala di lettura pubblica dell’Fbi nel rispetto della legge e delle procedure”.

Per il New York Times la decisione del direttore dell’Fbi James Comey di rendere nota la nuova inchiesta sulle email collegate a Hillary ha infranto una prassi seguita anche la scorsa estate, quando il Dipartimento di giustizia e lo stesso Fbi concordarono di non rivelare altre due inchieste, una sulla Fondazione Clinton e un’altra sull’allora presidente della campagna di Trump per non interferire nelle elezioni.
Il Nyt cita fonti investiigative. L’indagine dell’Fbi sulla Fondazione Clinton non era mai trapelata.

Sen. Ron Johnson evoca impeachment per Hillary – Il senatore repubblicano Ron Johnson, presidente della Commissione per la Sicurezza nazionale e per gli Affari governativi, evoca lo spettro di una messa in stato di accusa per Hillary se fosse eletta alla Casa Bianca. Al Beloit Daily News Johnson ha dichiarato che Hillary ha “deliberatamente aggirato” la legge usando un server privato per trattare affari pubblici quando era Segretario di Stato. Il senatore ha accusato la candidata dem di aver “intenzionalmente”nascosto e distrutto “materiale riguardante la difesa nazionale”.

Autore: Donato Paolino

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