Emanuela Orlandi. Cassazione: il caso è chiuso ed archiviato

Sì all’archiviazione del caso sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. In questo senso si è espressa la Cassazione dichiarando inammissibile il ricordo della famiglia.
Emanuela Orlandi, la quindicenne residente nella Città del Vaticano, scomparsa a Roma il 22 giugno 1983, probabilmente morta, non avrà giustizia, almeno quella sentita nel cuore di tanti italiani che vogliono sapere che fine abbia fatto e quali responsabilità vi siano circa il suo rapimento.

La VI sezione penale della Suprema Corte di Cassazione ha confermato l’archiviazione dell’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi giudicando inammissibile il ricorso della famiglia contro l’archiviazione dell’indagine della procura di Roma.

A ottobre il gip aveva respinto l’opposizione, avanzata dai familiari di Emanuela e da quelli di Mirella Gregori, il 7 maggio 1983 sempre a Roma, alla richiesta di archiviazione.

A nulla sono servite ben due petizioni di Pietro Orlandi, ospite per mesi nella trasmissione “Chi l’ha Visto”, l’ultima delle quali è stata lanciata su Change.org e rivolta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per evitare l’archiviazione del caso della scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori.

A nulla inoltre sono servite le tante firme e le tante manifestazioni per Emanuela nel corso delle quali i suoi familiari si appellavano alle istituzioni e al Vaticano per conoscere semplicemente la verità, quella verità alla quale la giustizia italiana in tutti questi anni non è potuta arrivare.

Ed è proprio sulle parole di Mattarella “Mai rassegnarsi alla verità” che i familiari di Emanuela Orlandi avevano rivolto l’estremo appello al Presidente della Repubblica, come si leggeva nella petizione “nella sua duplice veste di capo dello Stato, rappresentante di tutti gli italiani, e di supremo garante del corretto funzionamento della Giustizia, in quanto presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, per chiedere il Suo intervento affinché la Giustizia non subisca l’ennesima sconfitta cedendo il passo a chi vuole che la Verità non emerga. Come Lei ha giustamente sottolineato nei giorni scorsi “Mai rassegnarsi alla ricerca della Verità”, e dopo aver esposto i fatti e i motivi dell’appello concludeva “La scomparsa di una persona, che sia Emanuela, Mirella o chiunque altra abbia subito tale ingiustizia, non si può archiviare. Mai.”

Autore: Donato Paolino

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