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Energia pulita dagli agrumi: creato il primo impianto a Catania

energia agrumi

Catania, 13 aprile 2015 – Creare energia pulita utilizzando gli scarti degli agrumi, questo l’obiettivo del primo impianto sperimentale a biogas prodotto dal “pastazzo” di agrumi, progettato e realizzato a Catania dalla Cooperativa Empedocle. Il pastazzo di agrumi è ciò che rimane dalla spremitura degli agrumi che, se opportunamente trattato, può diventare energia, vale a dire biogas e quindi elettricità e calore.

L’impianto, nato con l’intento di venire incontro alle esigenze dei principali attori della filiera agrumicola siciliana riuniti all’interno del Distretto Agrumi di Sicilia, è stato avviato nel 2014 e realizzato grazie alla collaborazione dei ricercatori del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania insieme alla Cooperativa Empedocle, che hanno avuto il compito di individuare i processi industriali più adatti per il riutilizzo del pastazzo.

[easy_ad_inject_1]Si tratta di un primo e significativo passo verso un corretto e biosostenibile metodo per trattare gli scarti delle produzioni industriali che, al posto di essere smaltito (procedura che ha sulle aziende produttrici un impatto economico non indifferente) viene qui utilizzato per produrre energia pulita. Va da sé che il cosiddetto pastazzo passa da rifiuto a materia prima per ottenere biomassa che produce energia rispettando l’ambiente.

L’impianto, realizzato a Catania, inaugurato il 10 aprile scorso, al momento, ha la capacità di attivare un generatore in grado di produrre 1 MW di energia elettrica e circa 500 metri cubi di biogas, ed è in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di 333 famiglie.

Attualmente, il pastazzo, lo scarto della lavorazione industriale degli agrumi (pensiamo a tutti gli scarti che derivano dalla produzione dei succhi di frutta), rappresenta circa il 60% del quantitativo totale trattato. Stando ai calcoli fatti dai ricercatori si tratta di circa 340mila tonnellate all’anno che, per essere trattate come rifiuti, costano alla filiera produttiva 10 milioni di euro all’anno.

L’impianto sperimentale di energia pulita, spiegano i ricercatori, sfrutta la quantità di digestione anaerobica per produrre energia elettrica, biometano, bioprodotti e nutrienti per il terreno.

L’obiettivo ora è quello di poter estendere il progetto a tutta la Regione Sicilia. Si ipotizza che per utilizzare tutti gli scarti prodotti della filiera agroalimentare in Sicilia, basterebbero in tutto 20 impianti sparsi in tutta la Regione.

“Questo è un progetto che ha molteplici risvolti positivi. Il primo è quello di aver acceso i riflettori su un problema reale legato al riutilizzo di un sottoprodotto, il pastazzo, che da fattore critico ha tutte le potenzialità per divenire risorsa. Secondo: ha favorito il dialogo tra pubblico ed il privato. Terzo: questo progetto ha dato valore all’innovazione di sistema proposta dal Distretto degli Agrumi e sostenuta con passione da The Coca-Cola Foundation, una vera carica di energia positiva necessaria al cambio di rotta di tutto il comparto”

ha spiegato Federica Argentati, Presidente Distretto Agrumi di Sicilia, nel corso della conferenza stampa.

Secondo Vittorio Cino, direttore Comunicazione e Relazioni Istituzionali Coca-Cola Italia, la realizzazione di questo progetto rappresenta un’opportunità per la Regione Sicilia che, grazie a questo innovativo impianto, può rappresentare un modello virtuoso per tutto il Paese.

Il progetto di ricerca industriale ha ricevuto il finanziamento non condizionato della The Coca-Cola Foundation.
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