Esame del sangue rileva il cancro alle ovaie: due volte più efficace per la diagnosi precoce

Londra, 6 maggio 2015 – Un semplice esame del sangue sarebbe in grado di rilevare il cancro alle ovaie. Il nuovo metodo, promettono i ricercatori, si è dimostrato due volte più efficace di quelli tradizionali. Uno studio condotto dalla University College London ha scoperto che il metodo di screening ha rilevato il doppio dei casi di cancro monitorando i cambiamenti nei livelli della proteina CA125 nel sangue delle pazienti, mentre i metodi convenzionali utilizzati in precedenti studi clinici o nella pratica clinica avrebbero individuato meno della metà delle donne a cui è stato diagnosticato un carcinoma ovarico.

[easy_ad_inject_1]I cambiamenti nei livelli di CA125 sono legati al cancro ovarico, per questo eseguire regolarmente gli esami del sangue può rivelarsi importante nella diagnosi precoce dell’insorgenza del tumore alle ovaie. Il test ha, infatti, permesso di individuare precocemente l’86% dei casi di carcinoma ovarico. Va aggiunto che i livelli di CA125 già oggi vengono utilizzati nella diagnostica del cancro ovarico ma solo per le pazienti che presentano i sintomi della malattia.

“Questi risultati sono molto incoraggianti. Essi mostrano che l’uso di una strategia di diagnosi precoce in base ai livelli di CA125 di un soggetto ha migliorato significativamente l’individuazione del cancro rispetto a quello che abbiamo riscontrato in studi di screening precedenti. Abbiamo però bisogno di attendere fino alla fine di quest’anno, quando l’ultima analisi del processo sarà completata per sapere se i tumori individuati attraverso il nuovo metodo sono stati diagnosticati abbastanza presto per salvare vite umane”

ha detto Usha Menon, professore presso l’University College London che ha collaborato alla ricerca.

Lo studio, durato 14 anni, ha coinvolto 202.638 donne in post-menopausa alle quali sono state assegnate in modo casuale due diverse strategie di screening annuale (di screening multi-modale, ecografia transvaginale) o nessun test a tutte le altre.

Lo studio ha infine valutato 46.237 donne che hanno continuato a sottoporsi allo screening multimodale annuale dopo il primo screening. Il loro sangue è stato analizzato una volta l’anno per i livelli di CA125 e poi è stato utilizzato un algoritmo per interpretare il loro rischio di cancro ovarico sulla base di alcuni fattori, tra cui l’età della donna, i livelli originali di CA125 e come tale livello è cambiato nel corso del tempo. Il modello è stato confrontato con i casi conosciuti di cancro e di controlli per valutare il rischio di insorgenza del cancro ovarico.

“Questo nuovo metodo è in grado di distinguere con precisione tra le donne asintomatiche con e senza cancro ovarico, nonostante in molti casi, il loro livello di CA125 compaia nella norma”

ha detto il dottor Julia Barnes, CEO di Abcodia.

Dallo studio, il più grande nel suo genere proprio per il gran numero di soggetti coinvolti oltre che per la durata, è emerso inoltre che quando i livelli di CA125 rientrano nella norma, il 48,6% dei tumori ovarici rilevati utilizzando il nuovo metodo ROCA erano allo stadio I o II.

“Sono entusiasta dei risultati di ROCA come riportati in questo studio. La mia speranza è che l’alta sensibilità e la specificità nel rilevare il tumore ovarico precocemente possa servire a salvare la vita di molte donne che sviluppano questa neoplasia”

ha dichiarato il professor Ian Jacobs, co-inventore del ROCA e fondatore accademico Abcodia.

Secondo il professor Patrick Maxwell del Medical Research Council, questi entusiasmanti risultati iniziali potrebbero eventualmente andare a costituire la base di un programma nazionale di screening per il cancro ovarico.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sul Journal of Clinical Oncology.

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Autore: Vincent Dimaggio

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