Età biologica ed età reale. Studio rivela: le persone invecchiano in modo diverso. Primi segni a 20 anni

Durham, Carolina del Nord (USA), 8 luglio 2015 – Le persone invecchiano in modo diverso e non sempre l’età biologica rispetta l’età reale. E’ quanto emerge da uno studio condotto da un team di ricercatori guidato dal professor Daniel Belsky della Duke University, a Durham, Carolina del Nord, negli Stati Uniti, secondo cui lo stato della nostra età biologica si riflette chiaramente sulla nostra età cronologica. Ciò comporta che alcune persone mostrano un ritmo accelerato di invecchiamento mentre altre verso i 30 anni possono, addirittura, arrestare il processo di invecchiamento.

[easy_ad_inject_1]Lo studio, durato circa 12 anni, che ha coinvolto circa mille uomini e donne di Dunedin, in Nuova Zelanda, nati tra il 1972 e il 1973, ha dimostrato che tre dei partecipanti sotto osservazione non hanno mostrato alcun segno di invecchiamento. Dal punto di vista biologico queste persone non erano invecchiate nemmeno di un anno, nell’arco di 12 anni, è come se la loro età anagrafica si fosse fermata, anzi sembravano addirittura più giovani.

“I nostri risultati indicano che i processi di invecchiamento possono essere quantificati in persone ancora giovani abbastanza per la prevenzione delle malattie legate all’età, aprendo una nuova porta per le terapie anti-invecchiamento”

spiegano i ricercatori.

Daniel Belsky ritiene che uno dei segreti del processo di invecchiamento possa risiedere proprio nella comprensione del fenomeno per il quale alcune persone invecchiano in modo differente.

“Rallentando il processo di invecchiamento potremmo evitare non solo una malattia, ma molte allo stesso tempo”

ha detto Belsky, docente di Geriatria alla Duke University negli Stati Uniti.

Per lo studio i ricercatori hanno analizzato i fattori chiave che si riflettono sulla salute di organi diversi nel corpi di adulti relativamente giovani al fine di rilevare come i loro corpi invecchiavano. I ricercatori hanno monitorato il funzionamento di reni, fegato, polmoni, metabolismo e sistema immunitario, i livelli di colesterolo HDL (quello buono), l’attività cardiorespiratoria e la funzione polmonare. Lo studio ha anche valutato la salute dentale, la lunghezza dei telomeri e le funzioni cognitive di questi soggetti.

Dai risultati ottenuti è emerso che mentre la maggior parte dei soggetti di età invecchiava ad un ritmo normale, alcuni di loro procedevano ad un ritmo di invecchiamento più veloce o più lento rispetto all’età cronologica. Il dato allarmante, è che lo studio ha rilevato una variazione fino a 30 anni dell’età biologica in diversi soggetti. In giovani di età media di 38 anni è stata infatti osservata un’oscillazione dell’età biologica da 30 a 60 anni.

In particolare, quando i ricercatori hanno esaminato con maggior attenzione i soggetti che mostravano un invecchiamento più rapido, hanno trovato segni di deterioramento evidenti già all’età di 26 anni, l’età in cui è iniziata la prima serie di misurazioni biologiche.

La chiave per lo sviluppo di una sorta di fonte della giovinezza potrebbe risiedere proprio in quei tre soggetti che, in 12 anni, non sono invecchiati neanche di un anno e negli altri che avevano un corpo di circa 8 anni più giovane rispetto alla loro età reale.

“Lo studio stabilisce una chiara relazione tra l’età reale e l’invecchiamento più veloce del corpo al suo interno. Quando si invecchia cresce il rischio per tutti i tipi di malattie. Per impedire contemporaneamente lo sviluppo di malattie diverse, il bersaglio deve essere l’invecchiamento stesso”

ha spiegato Daniel Belsky.

Secondo i ricercatori esiste una fascia di persone fortunate che sono in grado di “imbrogliare il processo di invecchiamento” e che nonostante il passare degli anni sembra riescano a tornare indietro nel tempo e apparire più giovani rispetto alla loro età reale.

“Lo studio di queste persone può rivelare percorsi molecolari e comportamentali per il ringiovanimento”

spiegano i ricercatori.

“La maggior parte degli studi sull’invecchiamento si sono basati esclusivamente su soggetti anziani, ma se vogliamo essere in grado di prevenire le malattie legate all’età, dobbiamo iniziare a studiare l’invecchiamento nei giovani

ha detto Dan Belsky.

Sembra che il segreto dell’elisir di giovinezza non sia poi così lontano dalla sua fase di ultimazione. Ma fino ad allora, per chi vuole mantenere il proprio corpo giovane gli esperti consigliano di mangiare in modo sano, di mantenersi in buona salute mentale e di evitare il fumo. Ebbene sì, anche il vizio del fumo contribuisce ad accelerare il processo di invecchiamento del corpo!

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica PNAS.

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