Adolescenti a rischio disturbi dell’alimentazione con lo smartphone a tavola

Milano, 15 settembre 2015 – Basta all’uso dello smartphone quando si è a tavola, gli adolescenti devono imparare ad usare il buonsenso altrimenti rischiano di sviluppare seri disturbi alimentari, dall’alimentazione incontrollata all’obesità. Le nuove tecnologie devono essere utilizzate con moderazione e non bisogna cadere nell’abuso fino a diventarne dipendenti.

[easy_ad_inject_1]E’ stato questo il tema affrontato dal dottor Guido Orsi del’Ordine degli Psicologi del Lazio, nel corso dell’evento Nuove tecnologie e rischi di disturbi dell’alimentazione, promosso dal Ministero della Salute all’Expo di Milano, che ha parlato ai ragazzi di una classe di liceo scientifico dei rischi delle nuove tecnologie, come gli smartphone ad esempio, sui corretti stili alimentari, dando loro alcuni consigli pratici sulle modalità di utilizzo degli stessi strumenti tecnologici al fine di prevenire i disturbi del comportamento alimentare e l’alimentazione incontrollata.

E’ ormai diventato un fenomeno sempre più diffuso l’uso del cellulare a tavola, mentre si mangia, da parte dei ragazzi continuamente impegnati a chattare sui social. Si stima, infatti, che un adolescente su tre non riesce a staccarsi dallo smartphone nemmeno quando mangia.

Sono comportamenti, questi, che mettono seriamente a rischio la salute dei ragazzi che possono sviluppare disturbi alimentari. Gli adolescenti, spiega l’esperto, “spesso sono talmente immersi e dipendenti dal mondo digitale che si dimenticano di ciò che c’è nel piatto o consumano junk food a ripetizione. Ecco che aumenta il rischio dell’obesità e dei disordini alimentari”.

“Ormai è talmente diffuso che non ci sorprende più vedere, al ristorante o quando siamo ospiti, famiglie in silenzio con genitori e figli alle distratti dal cellulare. Studi internazionali stimano che 1 adolescente su 3 ha questa abitudine e, purtroppo, la statistica è in crescita”

ha dichiarato Guido Orsi dell’Ordine degli psicologi del Lazio.

Studi recenti confermano che l’utilizzo costante e continuativo di smartphone a tavola sta condizionando il modo in cui ci alimentiamo generando in questo modo cattive abitudini alimentari, favorendo l’aumento dell’obesità e compromettendo anche la comunicazione con gli stessi genitori, già a volte difficile per altri motivi.

“Con lo smartphone a tavola incorriamo in tre tipi di rischi: uno nutritivo, ovvero mangiamo in modo inconsapevole, favorendo l’obesità o altri problemi come una cattiva digestione o gonfiore; uno sociale, per cui ci isoliamo laddove invece il pasto dovrebbe essere un momento di dialogo, di relazione e condivisione; uno comportamentale perché aumentiamo le possibilità di una dipendenza da internet”

spiega Orsi.

Per evitare tutti questi rischi sulla salute, l’unica cosa da fare è utilizzare il buonsenso ed evitare innanzitutto l’uso dello smartphone a tavola seguito da un suo utilizzo equilibrato nel corso della giornata.

“Bisognerebbe far seguire a mezz’ora sui social network, almeno due ore di studio, sport o uscite con gli amici lontano da connessioni. Può sembrare difficile, ma è essenziale anche per il benessere psicofisico, per un buon rendimento scolastico e per le relazioni sociali”

consiglia il dottor Guido Orsi.

Proprio a questo scopo l’Ordine degli psicologi del Lazio e il ministero della Salute hanno siglato un accordo per far partire dal 2015 uno studio che coinvolgerà alcuni istituti scolastici del Lazio per valutare l’impatto di questo fenomeno, i cui risultati dovrebbero essere disponibili a luglio del prossimo anno.

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Autore: Donato Paolino

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