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Fabio e Mingo. Osservatorio antiplagio: “Striscia, un tg che non è un tg”

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Roma, 11 maggio 2015 – L’Osservatorio Antiplagio interviene con una nota sulla vicenda della sospensione di Fabio e Mingo da Striscia la Notizia ed ora oggetto di un indagine per truffa da parte della Procura di Bari per essersi occupati di due presunte notizie false.

“Il caso dei servizi taroccati dagli inviati di “Striscia la notizia” Fabio e Mingo, scoperti dalla Procura della Repubblica di Bari, è una novità vecchia come il cucco” scrive l’Osservatorio Antiplagio, comitato di vigilanza sulla tv e sui “media”.

[easy_ad_inject_1] “Da quando in qua, infatti – continua la nota – “un tg che non è un tg, condotto da giornalisti che non sono giornalisti ha la pretesa o la presunzione di divulgare news che sono news? Nel caso di Fabio e Mingo, poi, c’è un tarocco nel tarocco: da 19 anni scopiazzano gli attori statunitensi Jay e silent Bob. Uno parla, l’altro no; uno è smilzo, l’altro no; uno agisce in primo piano, l’altro no. E silent Bob, per completare l’opera, indossa pure un cappellino da baseball al contrario. Ricordano o non ricordano, poco vagamente, Fabio e Mingo? O sono questi ultimi che scimmiottano i loro idoli americani?”

“Il fatto che gli intervistati taroccati di Fabio e Mingo fossero attori e recitassero la parte dell’avvocato o della maga – prosegue Osservatorio Antiplagio – non aggiunge e non toglie nulla al finto tg che recita la parte del tg vero, perfino con una finta ciarlatana: il top della contraddizione in termini. Come se esistessero maghi autentici! Né la messinscena in questione è attività truffaldina nei confronti del telespettatore, che ormai sa tutto sulla tv artefatta; o nei confronti di un tg posticcio, dove tutti peraltro fanno gli attori.

Rimane solo un dubbio: se si dovrà accertare il presunto dolo nei servizi contraffatti di Fabio e Mingo, si ricorrerà alle leggi sulla stampa ed al coinvolgimento del responsabile del programma, Antonio Ricci? Oppure, visto che Striscia non è un tg, sarà solo il duo pugliese, con i colleghi attori e complici, a pagare? Perché se è qui che vogliono andare a parare la trasmissione ed il suo autore, mettendosi a disposizione dei giudici e denunciando gli ex-inviati, si vedranno costretti a denunciare involontariamente anche la loro inesistenza, quali operatori dell’informazione. Dopo di che “Striscia la notizia” potrebbe diventare, per esempio, la voce dell’insussistenza, o dell’inconsistenza: nessuno si scandalizzerebbe.

Insomma – conclude Osservatorio Antiplagio – delle due l’una: o è tutto vero, e allora deve essere indagato anche il primo responsabile del programma, cioè Antonio Ricci, che se guadagna più di tutti qualche rischio dovrà pur prenderselo; o è tutto falso, e allora i falsi servizi di Fabio e Mingo sono destinati a finire nel dimenticatoio della tv-spazzatura, come gli altri. La via di mezzo quale sarebbe? La verità quando fa comodo? Troppo comodo! “Striscia la notizia” non può vivere di questa incertezza, non è da lei: confessi una volta per tutte che cosa è. O forse non essere né carne, né pesce vuole essere invece un salvacondotto per l’anarchia televisiva?”

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Vincent Dimaggio
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