You are here
Home > Scienza e Tecnologia > Facebook e il giallo delle foto arcobaleno di “Celebrate Pride”. Complotti e sospetti

Facebook e il giallo delle foto arcobaleno di “Celebrate Pride”. Complotti e sospetti

Fallback Image

Menlo Park, 30 giugno 2015 – I colori arcobaleno per celebrare i diritti Gay, o meglio LGBT, che hanno invaso Facebook nel fine settimana stanno innescando un vero e proprio giallo. C’è chi pensa che la possibilità offerta da Facebook di colorare la foto del profilo di arcobaleno sia una nobile iniziativa per celebrare la storica sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti, che venerdì ha riconosciuto come diritto costituzionale il matrimonio omosessuale.

[easy_ad_inject_1 ]Ma c’è anche chi insinua il tarlo della mera attività di indagine a fini marketing approfittando della preziosa occasione di capire in un determinato momento storico, quante persone sono “sensibili” ad un certo tema, in questo caso i diritti di gay e lesbiche.

A insinuare il dubbio sono gli esperti citati dalla testata nordamericana The Atlantic. “Questo è probabilmente un esperimento di Facebook”, ha scritto sulla propria bacheca Cesar Hidalgo, ricercatore all’Mit di Boston.
Milioni di cambi di profilo incitati anche da vip del calibro di Arnold Schwarzenegger in versione Terminator, la presidente brasiliana Dilma Rousseff, Leonardo di Caprio e molti altri, e che tutti insieme avrebbero offerto al colosso di Mark Zuckerberg la possibilità di conoscere convinzioni e sensibilità sessuali di altrettanti milioni di utenti, praticamente a costo zero.

“Sono più di 26 milioni le persone che hanno cambiato la foto profilo – si legge in un comunicato – per esprimere il proprio supporto alla comunità LGBTQ”. Immagini che hanno ricevuto più di 565 milioni di like e commenti, coinvolgendo anche volti noti del cinema o della politica.”

Numeri che servono a studiare la propagazione dei fenomeni virali forse, come avvenuto qualche mese fa quando il cambio delle immagini profilo con il logo della “Human Rights Campaign” a favore delle nozze gay finì nello studio realizzato da Bogdan State, ricercatore a Stanford, e Lada Adamic, data scientist di Facebook, che parlarono in quel caso di “slaktivism”, termine che indica un modo poco impegnativo di schierarsi nel dibattito pubblico pro o contro alcuni argomenti, senza per questo rischiare molto.

“L’idea – spiega Facebook – è stata progettata da due stagisti la scorsa settimana. Il prodotto è piaciuto molto internamente ed è stato deciso di renderlo disponibile per il pubblico. Giusto in tempo per il weekend del Pride e per festeggiare la storica sentenza negli Stati Uniti”.

Ma il sospetto resta e con esso la convinzione che gli utenti di Facebook sono sempre più considerati i veri prodotti da studiare e promuovere, far muovere a piacere e capirne tendenze al fine di propinare la pubblicità più giusta, più immediata, più probabilmente efficace.

Secondo voi è la solita teoria del complotto o c’è qualcosa di vero? Dite tranquillamente la vostra.
[easy_ad_inject_2]

Vincent Dimaggio
Le mie ultime notizie. Sono un news blogger appassionato di notizie e sono l'autore di questo sito web. Dal 2001 ho collaborato con numerosi siti di divulgazione e informazione sia generalista che di settore.. Per qualsiasi informazione o se vuoi aiutarmi a far crescere questo sito contattami su notizie@notiziefree.it
http://www.notiziefree.it

Similar Articles


Top