FDA approva dispositivo hi-tech ad impulsi che aiuta i ciechi a “vedere” vibrando sulla lingua

Silver Spring, Maryland (USA), 24 giugno 2015 – La Food and Drug Administration (FDA) ha dato il via libera alla commercializzazione di un dispositivo tecnologico che, se utilizzato in abbinamento al bastone bianco o al cane guida, permette ai non vedenti di elaborare le immagini usando la lingua, migliorando sensibilmente la loro capacità di percezione dell’ambiente che li circonda. BrainPort V100, questo il nome dell’apparecchio, è alimentato a batteria e si compone di un paio di occhiali sui quali è montata una videocamera e un piccolo dispositivo intraorale (la forma ricorda quella di un lecca-lecca quadrato) che è dotato di una serie di elettrodi che l’utente tiene appoggiato sulla lingua.

[easy_ad_inject_1]Il nuovo dispositivo permetterà ai ciechi di elaborare informazioni visive grazie agli stimoli ricevuti sulla lingua. In pratica, il software, su cui si basa il dispositivo, elabora l’immagine catturata dalla videocamera convertendola in segnali elettrici che vengono inviati al dispositivo intraorale e percepiti dal non vedente come vibrazioni o formicolii sulla lingua.

Il BrainPort V100 è prodotto dalla società Wicab con sede a Middleton, nel Wisconsin, Stati Uniti. L’utente, spiega l’azienda, sente sulla lingua una sensazione simile a quando si sorseggia una bevanda frizzante, che gli permette di “vedere” la forma e i contorni degli oggetti che vengono inquadrati dalla videocamera posta sugli occhiali. I pixel di colore chiaro si fanno sentire sulla lingua come uno stimolo forte, quelli grigi producono una stimolazione media, mentre quelli neri non producono alcuna vibrazione.

La videocamera è in grado di funzionare con qualsiasi tipo di illuminazione e ha anche una funzione di zoom. Con un’adeguata formazione e con l’esperienza, i non vedenti impareranno ad interpretare i segnali attraverso le vibrazioni sulla lingua e a determinare la dimensione, la forma e la posizione degli oggetti che sono di fronte a loro e anche a capire se si tratta di oggetti o persone in movimento.

La Food and Drug Administration ha dato il via libera alla commercializzazione del dispositivo hi-tech per i non vedenti (tra l’altro già approvato anche in Europa) a seguito di una revisione dei dati clinici sulla sicurezza ed efficacia dell’apparecchio tecnologico. Valutazioni ed efficacia che hanno riguardato, ovviamente, anche il riconoscimento degli oggetti e l’identificazione della voce del soggetto utilizzatore.

Gli studi clinici effettuati hanno dimostrato che il 69% delle 74 persone che hanno testato BrainPort V100 e hanno completato un anno di formazione, ha superato i test di riconoscimento degli oggetti. Alcuni utilizzatori hanno segnalato che il dispositivo ha lasciato un sapore in bocca che sapeva di metallo, altri hanno segnalato invece una sensazione di bruciore o di qualcosa di pungente. La FDA ha comunque confermato che non sono stati riscontrati effetti avversi gravi.

“Le innovazioni di dispositivi medici come questo hanno il potenziale per aiutare milioni di persone. E’ importante che si continui a progredire in questo settore per aiutare gli americani non vedenti a vivere una vita migliore, più indipendente”

ha detto William Maisel, direttore scientifico del Center for Devices and Radiological Health della FDA.

La tecnologia base del BrainPort è stata sviluppata da un neuroscienziato americano, il Dr. Paul Bach-y-Rita, morto nel 2006, dopo aver sperimentato un nuovo campo nella plasticità del cervello (la capacità dell’encefalo di modificare la propria struttura e le proprie funzionalità a seconda dell’attività dei propri neuroni, correlata ad esempio a stimoli ricevuti dall’ambiente esterno). Lo scienziato ha introdotto il concetto di “sostituzione sensoriale”, dove i segnali provenienti da un certo senso, sono alimentati nei circuiti cerebrali di un altro, e lo ha sviluppato come metodo per il trattamento di pazienti con disabilità.

Lo scienziato sosteneva, infatti, che vediamo il mondo con il nostro cervello non con i nostri occhi. Questi sono solo dei sensori che, quando si danneggiano o non funzionano più, possono essere sostituiti da altri sensori che inviano le informazioni visive al cervello.

E’ il cervello che vede, non gli occhi!

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