Febbre alta nei bambini, ecco le dieci regole da seguire. I Pediatri: non abusare degli antipiretici

Firenze, 23 novembre 2015 – Quando il bambino ha la febbre alta i primi ad andare nel panico sono i genitori che, facilmente, si spaventano vuoi per mancanza di informazioni o per la scarsa attenzione verso la vaccinazione.

[easy_ad_inject_1]La prima reazione di mamma e papà, spesso, quando il loro piccolo ha la febbre alta è quella di imbottirlo di antipiretici per abbassare la temperatura, il che, dicono i pediatri, non fa bene alla sua salute, perché così si permette a virus e batteri di agire meglio.

A spiegarlo meglio è il professor Maurizio de Martino, ordinario di pediatria all’Università di Firenze e direttore del dipartimento di Pediatria internistica dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Questo sarà infatti uno dei temi centrali del Convegno di infettivologia e vaccinologia pediatrica che si svolgerà all’Università di Firenze.

“Con poche e semplici regole è possibile risolvere nella stragrande maggioranza dei casi il problema febbre: come misurarla, valutarne la causa, decidere quindi come intervenire velocemente sulle cause e con quali cure dopo aver naturalmente avvisato il medico pediatra. La febbre esiste negli animali da 40 milioni di anni ed è presente in tutte le specie, incluse quelle più in basso nella scala zoologica. Quando un fenomeno biologico è mantenuto a lungo in tutte le specie vuol dire che è indispensabile per la sopravvivenza. E la febbre lo è, perché a temperatura febbrile funzionano meglio i meccanismi immunologici e funzionano peggio virus e batteri. I medici sanno che è brutta la prognosi di bambini con infezioni gravi ma che non sviluppano febbre. E sanno anche che abbassare la febbre comporta regolarmente un allungamento delle condizioni infettive”

ha spiegato il professor Maurizio de Martino.

Da ciò si deduce che abbassare la febbre non sempre fa bene al bambino e che non si deve combattere la febbre in quanto tale. E’ importante soprattutto non abusare del farmaco antipiretico ma affidarsi ai consigli del pediatra che può consigliare, se necessario, l’utilizzo di un antibiotico sotto stretto controllo medico.

“L’antipiretico di prima scelta è il paracetamolo, è l’unica possibilità di cura, ma deve essere impiegato soltanto quando la febbre si associa a condizioni di malessere e dolore (mal di testa, dolori muscolari, dolori articolari). Se il bambino è febbrile, ma sta bene, somministrare l’antipiretico è un errore molto grave”

spiega l’esperto.

Ecco, dunque, le dieci regole da seguire per gestire la febbre alta nel bambino:

1) Per misurare la febbre utilizzare solo il termometro elettronico digitale e solo sotto l’ascella. La via rettale è causa di sconforto e anche di incidenti;
2) Far visitare in giornata il lattante febbrile, perché è frequente la possibilità di infezione batterica grave;
3) Se la febbre non si abbassa non intestardirsi con l’antibiotico: non sempre la febbre è causata da infezione;
4) Rispettare le dosi prescritte dal medico o indicate nel foglio illustrativo;
5) Rispettare i tempi di assunzione indicati dal medico, senza prolungarli o accorciarli;
6) 90 minuti è il tempo massimo entro il quale deve essere atteso l’effetto dell’antipiretico.
7) La via di somministrazione è sempre quella orale, salvo casi rari;
8) No ai ‘rimedi della nonna’: spugnature, ghiaccio, o pezzette sono non solo inutili (la febbre è un innalzamento centrale e non periferico della temperatura corporea), ma anche controproducenti perché causano brivido e quindi innalzamento della temperatura e malessere nel bambino (ché ha già i guai suoi per la malattia in corso);
9) La crescita dei dentini non provoca febbre.
10) Attenzione alla malaria se il bambino febbrile è di ritorno da un Paese ad endemia malarica.

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Autore: Vincent Dimaggio

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