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Fecondazione eterologa. Arriva il Regolamento con l’identikit del donatore: sì ai fratelli biologici

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Roma, 10 agosto 2015 – Dopo la firma da parte del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, del decreto di aggiornamento delle linee guida della Legge 40/2004, che regola la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), arrivano ora le indicazioni per rendere omogenea sul territorio nazionale l’applicazione della fecondazione eterologa.

[easy_ad_inject_1]La notizia che richiede particolare rilievo è che nel Regolamento sull’impiego di cellule e tessuti umani, inviato alla Conferenza Stato-Regioni per l’approvazione, si prevedono i requisiti che deve possedere il donatore di gameti destinati alla fecondazione eterologa, quella particolare tecnica di procreazione medicalmente assistita alla quale ricorrono le coppie con problemi di fertilità per avere un figlio utilizzando spermatozoi o ovuli esterni alla coppia.

Secondo l’identikit del donatore contenuto nel Regolamento, potranno donare soltanto gli uomini tra i 18 e i 40 anni oppure le donne tra i 20 e i 35, che sono tenuti a sottoporsi a colloqui e prelievi per escludere il rischio di patologie infettive e genetiche. È questo l’identikit del donatore di gameti per praticare la fecondazione eterologa in Italia,.

Il Regolamento prevede inoltre che il numero massimo di nati per donatore è 10. Con l’indicazione di questo limite si mira a ridurre i rischi di unioni inconsapevoli tra consanguinei. Un’unica eccezione a questa regola ferrea è prevista per le coppie che hanno già avuto un bambino con l’eterologa, perché possano avere fratelli biologici.

Per la selezione dei donatori si inizia con un colloquio individuale e la compilazione di un questionario per ricostruire l’anamnesi sanitaria e medica dell’aspirante donatore, a cura del medico responsabile della selezione stessa. Seguiranno poi tutti gli esami clinici, diagnostici e screening genetici (incluso il cariotipo) che servono ad escludere la presenza o il rischio di malattie genetiche o infettive, come epatiti e Hiv, con prelievi a ogni donazione. Obbligatorio per tutti è il test della fibrosi cistica. Inoltre chi viene a sapere di avere una patologia ereditaria dopo aver effettuato la donazione dha il dovere di informare immediatamente il centro.

Il Regolamento vieta, inoltre, la donazione tra parenti fino al quarto grado, per evitare il rischio di trasmettere al nascituro eventuali patologie genetiche.

Va altresì ricordato, come ha precisato il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che per escludere illegittime selezioni eugenetiche, alle coppie che accedono all’eterologa non è consentito scegliere particolari caratteristiche fenotipiche del donatore. Per evitare sovrapposizioni fra i diversi provvedimenti che regolano la PMA, nelle nuove linee guida, nella parte relativa all’Attività di consulenza e sostegno rivolta alla coppia, è stato stralciato l’elenco degli elementi utili a maturare un’accettazione consapevole della tecnica proposta, visto che tali elementi sono contenuti nelle disposizioni per il consenso informato, che saranno oggetto di un apposto decreto interministeriale dei Ministeri della Salute e della Giustizia, su cui si sta già lavorando, e che dovrebbe essere emanatoa breve.

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Vincent Dimaggio
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