Fecondazione eterologa: Cnt viola anonimato donatori. Garante accerta violazione ma non sanziona

Roma, 19 novembre 2015 – Per tre mesi, da aprile fino a fine giugno, il Centro nazionale trapianti (CNt) ha violato l’anonimato dei donatori di gameti, cioè dei donatori di ovuli e seme che vengono utilizzati nelle procedure per la fecondazione eterologa.

[easy_ad_inject_1]La pesante accusa, accertata poi dal Garante per la protezione dei dati personali, è stata lanciata dall’Associazione Luca Coscioni che ha invitato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a far dimettere il direttore del Cnt, Nanni Costa, per non rendersi corresponsabile di un fatto grave avvenuto nel nostro Paese mettendo a rischio la vita e il futuro di famiglie italiane.

In pratica, i dati personali dei donatori di gameti (nome, professione, codice fiscale, stato civile, residenza, titolo di studio) hanno viaggiato verso il Centro nazionale trapianti via fax senza alcuna protezione per tre mesi di seguito.

“Il Garante ha accertato che la violazione c’è stata da aprile a fine giugno 2015 e sta valutando le sanzioni amministrative da applicare. Il Direttore del Centro Nazionale Trapianti, dr. Nanni Costa, è responsabile di aver chiesto ai centri di fecondazione e alle Regioni i dati personali sensibili in chiaro via fax dei donatori e le informazioni sui nati da eterologa, violando la stessa legge 40. E’ un fatto gravissimo, che espone a seri rischi personali i donatori ed espone le famiglie ad una violazione della loro vita famigliare”

si legge sul sito dell’Associazione Coscioni.

“Lo scorso aprile il Cnt ha chiesto a Regioni e Centri di mandare tramite fax dei dati in chiaro dei donatori e quelli della circonferenza cranica e malformazioni dei nati da eterologa. Questo nonostante la Legge 40 sulla procreazione assistita preveda che i donatori siano anonimi ed i loro dati criptati e che lo stesso garante nel 2005 abbia stabilito che non possono essere creati registri speciali dei nati”

precisa Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni.

Il Garante della Privacy nel valutare le possibili sanzioni amministrative da applicare, ha comunicato, di aver “verificato che dal 1° luglio il Cnt ha modificato la procedura di raccolta dei dati, prevedendo un algoritmo di cifratura. Pertanto, pur avendo riscontrato per il periodo pregresso da aprile a fine giugno 2015, una condotta non conforme alla disciplina applicabile in materia di protezione dei dati, alla luce delle rassicurazioni ricevute dal Cnt non ha ravvisato i presupposti per adottare un provvedimento”.

Una risposta, quella del Garante, che però non soddisfa l’Associazione Coscioni, così come non soddisfa tutte le altre associazioni che stanno protestando, quali l’Altra Cicogna Onlus, Cerco un bimbo, Hera, Amica Cicogna. Tutti chiedevano una sanzione esemplare che però non è arrivata.

“Il fatto che oggi tale violazione non si ripeterà non cancella quella avvenuta in precedenza”

dichiara Filomena Gallo sul sito dell’Associazione, la quale ha anche annunciato che chiederà i danni al Cnt e che presenterà una ulteriore richiesta al Garante.

“Non conosciamo l’entità del problema né il numero di donatori coinvolti spiegano, ma è ipotizzabile che siano più uomini che donne, dato che nel nostro Paese sono ancora davvero poche le donatrici di ovociti. Chiediamo al ministro che, colui che ha determinato tale violazione dal mese di marzo fino al 30 giugno scorso, cioè il responsabile del Centro nazionale trapianti, venga rimosso con effetto immediato. Se ciò non dovesse accadere il ministro sarà corresponsabile di questo fatto grave, avvenuto nel nostro Paese mettendo a rischio la vita e il futuro di famiglie italiane che per avere un bambino hanno fatto ricorso a tecniche con donazioni di gameti”

conclude Filomena Gallo.

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Autore: Donato Paolino

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