Fecondazione eterologa. Consiglio Superiore di Sanità: stretta su nascite ed età donatori

Roma, 22 giugno 2015 – La fecondazione eterologa inizia finalmente a farsi strada nel nostro Paese ma subisce una nuova stretta, e stavolta a ragione, ad opera del Consiglio Superiore di Sanità il quale, nell’esprimere il suo parere con il quale ha dato via libera al Regolamento del Ministero della Salute che recepisce la direttiva Ue 2012 sul controllo di tessuti e cellule umani, raccomanda dei limiti di età e di numero nascite sui donatori di gameti per la fecondazione eterologa.

[easy_ad_inject_1]La raccomandazione del Consiglio Superiore di Sanità ha infatti stabilito un limite per i donatori di gameti per la fecondazione eterologa. Si potranno avere massimo dieci nascite per ogni donatore. Inoltre, i donatori, per ridurre al minimo il rischio di trasmissione di eventuali malattie genetiche, dovranno effettuare una mappa cromosomica, oltre a vari altri test di controllo.

Per quanto riguarda l’età, il Regolamento ministeriale, che ha ricevuto il parere positivo del CSS, prevede che la donazione di gameti è consentita agli uomini di età non inferiore a 18 anni e non superiori a 40 anni, mentre per le donne si prevede che non possano farlo prima dei 20 anni e dopo i 35 anni. Il limite per l’accesso alla donazione di gameti si giustifica col fatto che con l’avanzare dell’età, possono aumentare anche i fattori di rischio di tipo genetico per il nascituro.

Il limite di dieci nascite per donatore può essere derogato soltanto nel caso in cui una coppia che ha già avuto figli grazie alla fecondazione eterologa, voglia sottoporsi nuovamente a pma eterologa utilizzando gameti dello stesso donatore.

Per prevenire ogni rischio di trasmissione di patologia nel nascituro, il CSS nell’esprimere il suo parere positivo al Regolamento ministeriale, ha indicato anche la necessità che i donatori effettuino una mappatura cromosomica, cioè l’analisi genetica del cariotipo che dovrà essere eseguita, ovviamente da un genetista, e la sua consulenza dovrà essere obbligatoriamente scritta.

Anche se sono stati posti ulteriori limiti, sembra comunque che, dalla sentenza della Consulta siano stati fatti molti passi avanti per la regolamentazione della fecondazione eterologa nel nostro Paese, che in passato portava molte coppie a rivolgersi all’estero.

“Dopo i problemi registrati nei mesi scorsi per la carenza di donazioni e dunque di gameti disponibili l’eterologa sta finalmente partendo. Vari centri pubblici hanno definito contratti con banche del seme estere ed i gameti iniziano ad essere disponibili. Prevediamo dunque un notevole incremento degli interventi nei prossimi mesi. Al Careggi stiamo anche attivando una Banca del seme maschile ed abbiamo tre prime donatrici volontarie italiane”

ha dichiarato Elisabetta Coccia, la direttrice del Centro di procreazione medicalmente assistita dell’Ospedale Careggi di Firenze.

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