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Fibrillazione atriale: donne maggiormente a rischio di ictus e infarto rispetto agli uomini

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Secondo una ricerca inglese le donne affette da fibrillazione atriale sarebbero maggiormente a rischio di ictus e infarto rispetto agli uomini. La diagnosi prevede una terapia anticoagulante ma anche il cambiamento dello stile di vita può essere una giusta soluzione. Bene chiedere consiglio al proprio medico di fiducia per i giusti consigli.

Oxford (Regno Unito), 22 gennaio 2016 – La fibrillazione atriale rappresenta un maggiore fattore di rischio ictus e infarto per le donne rispetto agli uomini. Avere un battito cardiaco irregolare mette, dunque, a rischio la salute delle donne che sono più esposte ad incorrere in problemi seri di salute, fino al decesso, rispetto al sesso maschile. Lo suggeriscono i risultati della revisione di 30 studi che hanno coinvolto oltre quattro milioni di pazienti.

Dallo studio, condotto da un team di ricercatori guidato da Connor Emdin, dottorando in epidemiologia cardiovascolare presso l’Università di Oxford, nel Regno Unito, è emerso che le donne con fibrillazione atriale avevano quasi il doppio delle possibilità di soffrire di malattie cardiache e ictus fatale.

La fibrillazione atriale rappresenta un maggiore fattore di rischio per ictus, malattie cardiovascolari, insufficienza cardiaca e decesso nelle donne rispetto a quanto lo sia per gli uomini.

Per lo studio, i ricercatori hanno analizzato i risultati di 30 studi che hanno coinvolto 4,3 milioni di pazienti. I dati hanno fatto emergere un quadro piuttosto preoccupante per le donne con fibrillazione atriale, le quali sono più a rischio morte per una malattia cardiaca, come l’infarto (55% in più di probabilità rispetto al sesso maschile), scompenso cardiaco (16% in più), ictus (50%) e per una qualsiasi altra causa (16% in più).

La fibrillazione atriale è un’alterazione del ritmo cardiaco (aritmia) ad origine dagli atri del cuore.

Si verifica quando gli atri si contraggono in modo irregolare a causa dell’arrivo di segnali elettrici veloci e disorganizzati. Questo disturbo rappresenta un elevato fattore di rischio ictus in quanto il ritmo irregolare del battito del cuore consente al sangue di raccogliersi negli atri, dove può formare coaguli.

“Questo studio si aggiunge alla crescente letteratura che dimostra che le donne possono vivere le malattie e i fattori di rischio cardiovascolare in modo diverso rispetto agli uomini. Tuttavia, una recente ricerca ha dimostrato che modificando lo stile di vita si può ridurre gli effetti sulla salute causati dalla fibrillazione atriale. E se non l’hanno già fatto, le donne dovrebbero consultare il proprio medico circa l’uso di anticoagulanti come terapia”

spiega Connor Emdin.

Lo studio è stato pubblicato sul British Medical Journal.

Per la fibrillazione atriale gli esperti consigliano una terapia anticoagulante ma non è l’unica cosa da fare. Ricerche recenti hanno evidenziato che la gravità della fibrillazione atriale può essere ridotta attraverso opportuni cambiamenti dello stile di vita. Oltre i farmaci dunque c’è di più: è bene dunque chiedere al medico di fiducia il consiglio giusto.

Vincent Dimaggio
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