Fieg e Upa hanno studiato il rapporto dei lettori con la carta stampata

Roma, 27 giugno 2015 – Fieg (Federazione italiana editori di giornali) e UPA (Utenti Pubblicità associati) hanno presentato uno studio che analizza qual è la percezione attuale di quotidiani e periodici da parte dei lettori, quale relazione si instaura fra lettore e testata giornalistica e quali sono le leve su cui agire per consolidare tale legame.

[easy_ad_inject_1] Lo studio dal titolo “Quotidiani e periodici a pagamento: ruolo, valori e prospettive evolutive” indaga sul ruolo delle testate quotidiane e periodiche e i loro lettori e fornire uno strumento di riflessione, ma anche di lavoro, al mercato. La ricerca è stata condotta da Episteme raccogliendo e analizzando 160 storie di lettori, che hanno raccontato giorno per giorno il loro rapporto con la lettura dei giornali nell’arco di due settimane.

I risultati della ricerca sono stati presentati ieri a Milano da Monica Fabris di Episteme e sono stati discussi dai due Presidenti di Fieg e Upa, Maurizio Costa e Lorenzo Sassoli de Bianchi, con i rappresentanti di tre grandi imprese protagoniste della comunicazione: Francesca Catelli del Gruppo Artsana, Cristina Scocchia de L’Oreal e Vittorio Meloni di Intesa Sanpaolo.

Secondo il rapporto quasi 20 milioni di italiani leggono un quotidiano, ogni settimana 17 milioni di italiani leggono un settimanale, ogni mese oltre 16 milioni di italiani leggono un mensile. Il 90% della popolazione pari a 46,3 milioni di italiani, legge almeno un giornale al mese.

Le tipologie di lettori sono fondamentalmente quattro: il lettore curioso, il lettore social, il lettore spensierato e il lettore impegnato. Dopo la lettura il giornale vive ancora. A conferma della relazione intima e viscerale che i lettori affezionati hanno con la propria testata di riferimento, la fruizione non si esaurisce con la prima lettura tra chi legge in cartaceo, sono diffuse pratiche di manipolazione dell’oggetto giornale, i contenuti di interesse vengono staccati, ritagliati, archiviati, collezionati, riletti e utilizzati.

“Il mezzo stampa ha dei plus, che trovano conferma negli studi più recenti, ma anche nei numeri che realizza: credibilità e attendibilità, inclusività, fisicità, esclusività della fruizione” ha dichiarato il Presidente Fieg, Maurizio Costa, nel commentare i risultati dell’indagine. “Leggere e informarsi sulla carta – ha aggiunto – favorisce l’attenzione, riduce il rischio di distrazione, consente più che nel web una scelta attiva tarata su propri interessi e passioni. Nella sinergia con gli altri media e per le peculiarità che le sono proprie, prima fra tutte la forza della parola scritta, la stampa completa ed anzi aumenta l’efficacia complessiva della comunicazione”.

“La stampa è e sarà un mezzo strategico per chi investe in pubblicità”, ha commentato il Presidente Upa, Lorenzo Sassoli, a margine della presentazione della ricerca, “e ciò perché: a) vi è trasferimento di autorevolezza reciproco tra mezzi e campagne pubblicitarie, b) perché attraverso la stampa si rafforza la reputazione di marca e c) perché la stampa permette di approfondire più di ogni altro mezzo creando una connessione concreta tra bisogno e soluzione”. Ed ha poi aggiunto: “Per il futuro è evidente che si integreranno sempre più carta stampata e strumenti digitali, una integrazione vista con interesse e favore dagli investitori”.

[easy_ad_inject_2]

Autore: Donato Paolino

Le mie ultime notizie. Sono un news blogger appassionato di notizie e sono l'autore di questo sito web. Dal 2001 ho collaborato con numerosi siti di divulgazione e informazione sia generalista che di settore.. Per qualsiasi informazione o se vuoi aiutarmi a far crescere questo sito contattami su notizie@notiziefree.it

2 pensieri riguardo “Fieg e Upa hanno studiato il rapporto dei lettori con la carta stampata”

  1. personalmente mi fanno disamorare le approssimate traduzioni dall’inglese e l’utilizzo dell’inglese quando esiste l’italiano e mi imbestialisce, al punto di impedirmi la prosecuzione della lettura, l’ora scritta con la virgola (e, in contesto italiano, il punto per separare l’unità dal decimale). Mi rifiuto di comprare un giornale che non rispetti tali convenzioni, per quanto sia interessante il contenuto.

  2. I quotidiani, nell’arco degli ultimi 20 anni,hanno subito profonde trasformazioni passando da strumenti di informazione di alto profilo a resoconti traboccanti di cronaca spicciola. Manca la forma di indagine che va oltre il contingente per cui il lettore esigente si trova privato di un insostituibile strumento di crescita culturale.Sono ormai remoti i tempi in cui le ricorrenze commemorative di grandi filosofi, scienziati, poeti e molti altri suscitavano dibattiti a piu’ voci di intellettuali veramente preparati .Da questi dibattiti, che duravano settimane, emergevano valori che costituivano il fondamento della nostra cultura.Ora e’ tutto annegato nell’indistinto.Per il dibattito su argomenti scientifici, il giornalista che redige l’articolo non ha la preparazione sufficiente per illustrare in modo corretto fenomeni fisici e unita’ di misura, confondedo il piu’ delle volte tensione con corrente o ferro con acciaio.La crisi economica ha fatto il resto privandoci delle voci dei piu’ illustri esperti.Addio al sapere! Addio alla 3^pagina!Addio alla volonta’ di crescita culurale!.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *