Finita l’era della Mucca Pazza. Sulle tavole degli italiani torna la pajata: via libera dell’Europa

Roma, 17 luglio 2015 – La pajata vince sulla mucca pazza e torna sulle tavole degli italiani. L’Europa ha dato finalmente il via libera al regolamento che autorizza di nuovo, dopo ben 14 anni, il consumo di alimenti in precedenza esclusi dal consumo a causa del rischio della cosiddetta Mucca Pazza. Il nostro Paese ottiene così un altro importante risultato, dopo il conseguimento, nel 2013, dello status sanitario di Paese a rischio trascurabile per BSE, meglio noto come il morbo della mucca pazza.

[easy_ad_inject_1]Sulle tavole degli italiani torna, dunque, non solo la pajata romanesca, la prima parte dell’intestino tenue del vitello da latte o del bue (fino ad oggi sostituito nei ristoranti e nelle trattorie dall’intestino d’agnello), ma anche i salumi tradizionalmente confezionati con il budello di bovino.

Il Ministero della Salute riferisce che con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale Europea L.188 del 16 luglio 2015 del Regolamento UE 2015/1162 è diventata applicabile la modifica alla lista, votata lo scorso 17 marzo, di porzioni di organi e tessuti considerati materiale animale da eliminare, il cosiddetto Materiale Specifico a Rischio.

“Un risultato eccellente che ripaga il nostro Paese degli sforzi compiuti in materia di controlli negli ultimi quattordici anni dai servizi veterinari del Ministero della Salute e da quelli regionali. Il traguardo che abbiamo raggiunto con l’autorizzazione al consumo in sicurezza di questi prodotti riporterà sulle nostre tavole alimenti e ricette della nostra tradizione e agevolerà la crescita occupazionale nelle aziende nazionali che utilizzano, per la realizzazione dei loro prodotti, taluni tessuti ora non più a rischio. Grazie alla nostra battaglia sulla sicurezza si amplia la gamma dei prodotti esportabili ed è una buona notizia per il Made in Italy”

ha dichiarato il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Il regolamento, che entrerà in vigore fra venti giorni, rappresenta anche il risultato di una lunga battaglia portata avanti da Coldiretti, che aveva raggiunto il suo primo obietivo proprio lo scorso 17 marzo, quando era stata votata la modifica alla lista degli alimenti ritenuti pericolosi per la salute.

L’Unione Europea aveva vietato il commercio e il consumo di alcuni prodotti ritenuti a rischio 14 anni fa, nel 2001. Da allora – riferisce il Ministero della Salute in una nota – tutte le misure sanitarie previste per ridurre la presenza della malattia sul territorio nazionale sono state attuate con scrupolo ed efficacia.

Da allora, lo scrupoloso ed efficiente lavoro dell’Istituto Superiore di Sanità, dei laboratori degli Istituti zooprofilattici sperimentali, del Centro di referenza nazionale di Torino e dei Servizi Veterinari, coordinati dalla Direzione Generale della sanità Animale e Farmaci Veterinari del Ministero della Salute, hanno permesso all’Italia di non abbassare mai la guardia rispetto alla situazione epidemiologica.

La pajata è mancata dalle tavole degli italiani dal luglio 2001, quando sono state imposte le restrizioni sull’utilizza di prodotti prorpio per far fronte all’emergenza mucca pazza. Tuttavia, i test effettuati nel 2001, nell’ambito delle attività di controllo e monitoraggio, su circa 7 milioni e 400 mila capi bovini, hanno confermato l’efficacia dell’azione di contrasto e il forte declino della malattia.

“Un risultato importante per consumatori, ristoratori, cuochi, macellatori e allevatori che oltre ad avere rilevanza sul piano gastronomico ha anche effetti su quello economico con la valorizzazione dell’allevamento italiano in un difficile momento di crisi”

ha commentato Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti.

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Autore: Donato Paolino

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