Fino a domenica 1 febbraio: Pronto Alzheimer a sostegno delle famiglie dei malati

Federazione Alzheimer

Non lasciamo soli i malati di Alzheimer e le loro famiglie! È possibile sostenere il servizio di Pronto Alzheimer , la prima linea telefonica di aiuto e consulenza della Federazione Alzheimer Italia, inviando un SMS solidale (o chiamando da rete fissa) al numero 45599, dal 5 gennaio al 1° febbraio 2015, per donare 2 oppure 5 euro. I familiari dei malati potranno continuare a ricevere questo supporto fondamentale e sentirsi meno soli.

La linea telefonica di Pronto Alzheimer (02-809767) è attiva dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 (negli altri orari e durante il fine settimana risponde una segreteria telefonica) ed è gestita da una struttura dedicata composta da due operatori affiancati da volontari. Dalla nascita di Pronto Alzheimer sono state oltre 135mila le richieste di aiuto soddisfatte provenienti da tutta Italia.

Ai numerosi servizi di consulenza che offre Pronto Alzheimer, è stato di recente aggiunto quello di Terapia Occupazionale: consigli su come gestire un malato di Alzheimer in casa, consulenze specifiche sulle varie fasi della malattia, indicazioni di tipo pratico su come assistere il malato in ogni momento della vita quotidiana. Sono infatti queste le domande più frequenti che si pongono i familiari dei malati di Alzheimer che, davanti al comparire della malattia, si sentono spaesati e incapaci.
E sono queste quindi le richieste più frequenti a cui risponde Pronto Alzheimer, a cui si rivolgono da 21 anni i familiari dei malati per ricevere informazioni sulla malattia e la sua gestione, sulle strutture sanitarie e sociali sul territorio; per avere consulenze di tipo legale, previdenziale, psicologico e sociale; per sentirsi meno soli.

Pronto Alzheimer e la Federazione Alzheimer Italia operano dal 1993 per migliorare la qualità di vita dei malati e delle loro famiglie. Si stima che in Italia siano 600mila i malati di Alzheimer, che rappresenta la più comune causa di demenza e che, colpendo progressivamente le cellule cerebrali, provoca il declino progressivo e globale delle funzioni cognitive e il deterioramento della personalità e della vita di relazione. Per questo motivo l’Alzheimer è da considerare uno dei principali problemi socio-sanitari della nostra epoca.
In particolare, registrando quotidianamente le difficoltà dei malati e di chi li assiste, la Federazione Alzheimer promuove da un anno con risultati positivi un servizio di Terapia Occupazionale.

La terapista occupazionale si reca anche a domicilio del malato con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita della famiglia fornendo strategie e consigli utili per ridurre lo stress e aumentare la sicurezza e l’accessibilità del domicilio.
Per questo, la Federazione Alzheimer ha creato un progetto i cui destinatari sono i neolaureati del corso di Terapia Occupazionale delle Università di tutta Italia, che hanno così l’opportunità di osservare e sperimentare le diverse fasi di intervento messi in atto dalla terapista responsabile, per poter acquisire competenze sull’approccio terapeutico globale e complesso, sia (e soprattutto) a domicilio sia in contesti diversi come RSA, CDI, CDA.
Il primo laureato che ha seguito il corso proviene dall’Università degli Studi di Modena.
Consulenza telefonica, incontri in sede, visite domiciliari, valutazioni sulle problematiche funzionali quotidiane, stesura del piano terapeutico e delle strategie: sono queste le modalità d’intervento osservate e poi messe in atto dagli studenti.
Promuovendo questo corso, la Federazione Alzheimer Italia forma dunque nuovi operatori tesi sempre più al miglioramento della qualità di vita dei malati e delle loro famiglie.
www.alzheimer.it

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