Firenze. Bambino di 9 anni operato da robot chirurgo. Masieri: presto anche per più piccoli

Firenze, 28 settembre 2015 – Un bambino di 9 anni affetto da una malformazione congenita è stato operato da un robot chirurgo. L’intervento, eseguito dagli specialisti dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze presso l’ospedale di Careggi, il 21 settembre, scorso apre una nuova fase nello sviluppo della chirurgia pediatrica, appunto quella del robot.

[easy_ad_inject_1]Ad attendere il bambino in sala operatoria c’era tutta l’équipe del Meyer (il servizio di Urologia diretto dal dr. Antonio Elia, gli anestesisti e le infermiere) guidato dal dr. Lorenzo Masieri, giovane ricercatore universitario con grande esperienza di Urologia generale, Chirurgia robotica ed endoscopica.

Il robot chirurgo ha permesso di eseguire l’intervento chirurgico con grandissima precisione e senza tagli ma semplicemente praticando dei piccoli fori sull’addome. Il bambino, spiegano i medici, “soffre di una malformazione congenita molto frequente in età pediatrica, la stenosi del giunto pielo ureterale. Una patologia che riguarda il punto di passaggio tra la pelvi (nella quale si raccoglie l’urina prodotta dai reni) e l’uretere, il piccolo condotto che porta l’urina dentro alla vescica”.

“Il robot permette una grande precisione in tutte le fasi dell’intervento e anche nel posizionamento delle suture e rende questa operazione meno invasiva, così da facilitare il recupero del piccolo paziente. In futuro vogliamo utilizzare il robot anche per bambini più piccoli”

spiega il dottor Lorenzo Masieri.

Il Centro interaziendale per lo sviluppo e l’innovazione in urologia pediatrica, nato in estate dall’accordo tra l’Università di Firenze, il Meyer e Careggi per condividere le conoscenze e le risorse tecnologiche, tra cui l’approccio robotico, in questo caso specifico ha permesso di utilizzare uno dei robot di Careggi per operare il piccolo Luca (nome di fantasia).

“Il robot ci ha permesso di fare questo intervento senza il classico taglio sul fianco . Al suo posto si praticano dei piccoli fori sull’addome in cui posizioniamo cannule che portano gli attrezzi (pinze, forbici ecc.) necessari all’intervento. Utilizziamo invece l’ombelico per introdurre la cannula con l’ottica che ci consente un ingrandimento di immagine in 3D, dettagliatissima, precisa anche nella giusta profondità e molto accurata. E’ come essere dentro al corpo del bambino. Inoltre il robot evita non solo il taglio ma anche la divaricazione dei muscoli, azioni che causano dolore e rallentano la ripresa post operatoria”

ha detto il dottor Masieri del Meyer.

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Autore: Vincent Dimaggio

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