Fisco. Commissione Ue, Italia sposti tasse dal lavoro alla casa. Renzi: “Decidiamo noi”. Bankitalia:”taglio tasse casa, ma sempre”

L’Europa dice che l’Italia deve spostare le tasse dal lavoro alla casa e consumi. Renzi replica che decidiamo noi quali ridurre e non l’Europa. Bankitalia conviene che la diminuzione delle tasse sulla casa è cosa buona ma deve essere un provvedimento permamente.

Bruxelles, 29 settembre 2015 – L’Italia come altri Stati membri dell’Unione Europea ha “un peso fiscale relativamente alto sul lavoro, e ci sarebbe almeno un margine per spostare il peso fiscale a imposte meno distorsive, come quelle sui consumi, quelle ricorrenti sulla proprietà immobiliare e quelle sull’ambiente e sulle donazioni”.

[easy_ad_inject_1]E’ quanto emerge dal rapporto 2015 “Riforme fiscali negli Stati dell’Unione europea”, redatto dalle direzioni generali Affari economici e Fiscalità della Commissione europea.

Secondo il rapporto, l’aliquota fiscale implicita sul lavoro in Italia nel 2012 era del 42,8%, il livello più alto nell’Unione europea assieme al Belgio e decisamente più elevato rispetto alla media della Ue che si attesta al 36,1% e dell’area euro al 38,5%.

Nel 2014, il cuneo fiscale sul salario medio era del 48,2%, contro il 43,4% della media Ue e il 46,5% dell’eurozona.

Sembra dunque un altro “niet” alla volontà del premier Renzi di abolire o comunque ridurre le tasse sulle case. Inoltre il riferimento a spostare la tassazione sui consumi potrebbe presagire un ulteriore aumento dell’Iva, attualmente al 22%.

Ferma la replica del premier italiano Renzi: “Quali tasse ridurre lo decidiamo noi e non un euroburocrate”. “Su questo tema decide l’Italia”, ha scandito. “Spero che l’Europa abbia la forza di farsi sentire sulle questioni sulle quali deve farsi sentire” come, ad esempio, “l’immigrazione”. E ha confermato: via la tassa sulla prima casa.

Bankitalia: taglio tasse casa,ma sempre – “I consumi delle famiglie potrebbero beneficiare” del taglio delle tasse sulla prima casa ma l’effetto “dipende” se sarà percepito come permanente. Lo ha detto il vice direttore di Bankitalia, Signorini,in audizione al Senato sul Def, ricordando poi che l’eventuale provvedimento sarebbe il quinto negli ultimi 7 anni.
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Autore: Vincent Dimaggio

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