Franceschini: Reggia di Caserta avrà anche investimenti privati: in parte albergo o ostello

Roma, 19 gennaio 2015 – Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo nel governo Renzi, torna sul tema della Reggia di Caserta e dei Beni culturali campani e, in particolare per la prima rivela l’intenzione di far entrare i privati con investimenti. L’effetto: parte della Reggia di Caserta, potrebbe diventare un albergo o un ostello.

Sulla Reggia di Caserta, tra i luoghi più belli d’Italia, palazzo reale, con annesso un parco e residenza reale più grande al mondo abitata in passato dai Borbone di Napoli, oltre ad un breve periodo abitata dai Murat, gli investimenti prossimi saranno fatti, assicura Franceschini in un’intervista al Mattino ma la cifra non è ancora certa:
“La cifra che verrà investita non è ancora certa ma potrebbe essere molto più di 30 milioni di euro. Dieci milioni sono stati destinati al riallestimento del piano nobile. La Reggia rientrerà tra i 25 grandi attrattori turistico-culturali del Paese e quindi potrà contare sulle risorse del fondo sviluppo e coesione anche per i lavori al giardino e per tutto il piano di recupero. Ma almeno altri 50 milioni potranno arrivare dal piano strategico attrattori culturali che sarà definito entro il 2016. Una parte andrà al recupero delle strutture, quindi il museo e il parco, una parte è invece destinata alle attrezzature: trasporti, parcheggi. Come a Pompei, un piano complessivo che riguardasse anche le infrastrutture non era mai stato fatto. Caserta tra l’altro ha due vantaggi unici rispetto a qualsiasi altro sito al mondo, la vicinanza con la stazione ferroviaraia dell’alta velocità e il parcheggio sotterraneo per chi viene dall’autostrada».

Un investimento che sarà condiviso anche da privati: “La Reggia di Caserta ha un ottimo collegamento infrastrutturale ma non ha una buona ricettività. L’idea sarebbe quindi quella di utilizzare uno dei due edifici che danno sulla piazza per un albergo o un ostello. L’obiettivo è portare alla Reggia un milione di visitatori, poi però bisogna anche fare in modo che trovino accoglienza nel territorio. C’è l’idea di destinare una parte di un edificio pubblico ad una attività privata, si farà un bando di gara e si stabiliranno le regole, ma è prematuro immaginare quali potranno essere gli investitori italiani o stranieri”.

Non solo Reggia di Caserta ma anche Pompei e altri luoghi in Campania e nel sud come Pompei: Anche per Pompei è necessario creare reti integrate – dice Franceschini – l’hub ferroviario “è soltanto un pezzo di un progetto di riqualificazione complessivo che comprende anche trasporti, parcheggi, alberghi”.

A Pietrarsa un appuntamento importante: “Siamo in pieno percorso di scrittura per il piano strategico del Turismo che sarà presentato a Pietrarsa il 7 ed 8 aprile. Come ho detto proprio a Pietrarsa, agli Stati generali del turismo sostenibile, il mio compito è valorizzare tutto il Paese ma soprattutto il Mezzogiorno: al sotto di Roma si trova il 25 per cento dei beni del nostro patrimonio culturale del paese eppure vi arriva il 17 per cento dei flussi turistici del paese.” dice Franceschini.
“Il piano per il turismo culturale deve fare in modo da valorizzare le regioni meridionali e fare in modo che i flussi turistici non si dirigano solo su Roma, Firenze e Venezia. E dovrà, ovviamente, tener conto delle eccezionali potenzialità della Campania. Intanto, stiamo già lavorando ad un progetto di valorizzazione dei Campi Flegrei, un’altra area archeologica unica al mondo che comprende però siti chiusi o non visitabili, con l’obiettivo di riportarla all’unità”.

Autore: Vincent Dimaggio

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