Funerali Dario Fo con “Bella Ciao”. Jacopo: “Mio padre e mia madre non si sono mai piegati”

Dario Fo

Sotto la pioggia di Milano il corteo funebre ha accompagnato il feretro del compianto Dario Fo con l’ultimo saluto in Piazza Duomo affollata con una cerimonia laica.

La Banda degli Ottoni a scoppio ha intonato le note di “Bella Ciao”, mentre nel corteo insieme a tanta gente comune hanno sfilato scrittori, giornalisti, artisti e, tra gli altri le sindache del M5S, Appendino e Raggi, tutti a rendere omaggio al Premio Nobel per la Letteratura scomparso all’età di 90 anni.

L’orazione funebre, per volere dello stesso Fo, è stata celebrata da Carlo Petrini, amico del Maestro e fondatore di Slow Food che ha così ricordato l’illustre defunto: “Dario ha voluto curare quest’ultima regia”. “E’ impossibile e non è giusto scindere l’attore dalla politica, la sua arte dall’impegno politico”. Ha ricordato poi la motivazione con la quale gli fu assegnato il Nobel per la Letteratura nel 1997: “Nel solco della tradizione dei giullari medioevali ha dileggiato i potenti restituendo dignità agli oppressi”.

Il Figlio di Dario Fo e Franca Rame, Jacopo, ha ricordato i suoi genitore: “Mio padre e mia madre hanno raccontato storie di persone che non avevano nessuna possibilità, che si battevano contro un potere invincibile, ma poi può succedere che quella gente ribalta la situazione, può prendere il potere”. “Fai sempre quello che desideri e che sogni, mi diceva mio padre, e questo hanno sempre fatto i miei genitori”. “Non si sono mai piegati di fronte a chi li ha colpiti. Ora staranno facendo grandi risate”, ha concluso.

Autore: Donato Paolino

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