Gela. Nove auto incendiate nella notte. Crocetta: “La città non può tornare indietro”

vigili del fuoco

Gela, 6 aprile 2015 – Nove auto sono state incendiate nella notte a Gela, comune italiano di 76.826 abitanti della provincia di Caltanissetta in Sicilia. Sette auto sono state completamente distrutte dal fuoco mentre due risultano danneggiate. Il tutto in tre distinti attentati incendiari in tre quartieri della cittadina, Caposoprano, Macchitella e Giardinelli.

[easy_ad_inject_1]Un edificio è stato evacuato e una donna una bambina e due carabinieri sarebbero rimasti intossicati tutti portati al Pronto Soccorso per controlli medici e subito dimessi. Polizia e carabinieri stanno indagando sui responsabili dei roghi che appena identificati saranno assicurati alla giustizia.

“Rabbia e indignazione” sono i sentimenti espressi dal sindaco di Gela Angelo Fasulo per l’episodio di questa notte e in una nota fa sapere che:
“Episodi come questi non solo vanno duramente condannati ma va riservata loro la massima attenzione delle Istituzioni e delle Forze dell’Ordine. Non è più tollerabile sopportare l’escalation di questi atti indegni che solo per pura fortuna non hanno avuto conseguenze peggiori e assai più gravi”.

Fasulo inoltre esprime “la più profonda solidarietà alle persone coinvolte. Ai carabinieri intossicati, in particolare, ha espresso “i più sentiti ringraziamenti per la prontezza del loro intervento che ha scongiurato conseguenze peggiori”. Domani, insieme alla Giunta, li incontrerà “per esprimere loro di persona la riconoscenza della città”.

Il presidente della Regione Sicilia ha dichiarato: “La città – dice il presidente – , non può tornare indietro. A Gela in questi anni è stato fatto un lavoro incredibile che ha mobilitato magistratura, forze dell’ordine, imprenditori, uniti per sconfiggere il racket. C’e’ stato, nel corso degli anni, un calo degli incedi notturni ma l’episodio di stanotte rischia di suscitare allarme nella popolazione e preoccupazione sopratutto per l’avvicinarsi della prossima campagna elettorale per le elezioni del sindaco e del consiglio comunale. Violenza cieca e irrazionale? – continua il presidente – oppure si annunzia alla grande la ripresa di episodi di violenza? O ancora, si tratta di un tentativo di destabilizzare la campagna elettorale? Qualunque siano le motivazioni, – aggiunge Crocetta – si rimane sbigottiti di fronte alla gravita’ di episodi del genere, che non possono essere assolutamente tollerati. Ho contattato immediatamente le forze dell’ordine, la prefettura, il presidente dell’associazione antiracket, Caponetti e l’amministrazione comunale, per esprimere la mia solidarietà, ma occorre intensificare il presidio sul territorio”.

“A Gela c’e’ sempre una base di disagio sociale che potenzialmente può produrre violenza. La storia della città d’altra parte parla chiaro, nei primi anni ’80 si comincio’ con episodi di ragazzini che incendiavano le auto e dopo un po’ si comincio’ a sparare, perché quei ragazzini vennero aggregati da Cosa nostra e Stidda. In città è ancora viva la memoria di quegli anni terribili, poi e’ iniziato un percorso nuovo, civile, che ha portato alle denunce, agli arresti dei rappresentanti della mafia e degli uomini “che contano”.

La vigilanza democratica pero’ non puo’ essere annientata. Dobbiamo capire se i fatti di stanotte sono episodi isolati, oppure segnano un’inversione di tendenza rispetto a una mafia che negli ultimi tempi, anche a Gela, ha scelto un profilo affaristico rispetto a quello immediatamente criminale. Sono convinto che magistratura e forze dell’ordine sapranno sconfiggere la violenza, ma occorre un ruolo più forte della società civile che deve continuare a ribellarsi, a denunciare e riferire alle autorità. Chi ha visto parli, e’ impossibile che avvengano certi episodi e nessuno abbia visto nulla. Si denunci, anche in modo anonimo, ma la città non può tollerare che si torni indietro sul piano della legalità e della sicurezza dei cittadini. Mi recherò a Gela per fare il punto della situazione con le autorità a con l’associazione antiracket, per cercare di comprendere cosa si agiti in questo momento e soprattutto cercare di dare una risposta complessiva e sistemica ai fenomeni criminali in atto. Gela non può e non vuole tornare indietro”.

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Autore: Vincent Dimaggio

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