Giornata Mondiale dell’Alzheimer. SIN: fondamentale prevenzione e diagnosi precoce

Roma, 22 settembre 2015 – La malattia di Alzheimer, una delle forme di demenze più diffuse le cui causa ad oggi non sono ancora note, colpisce circa 25 milioni di persone al mondo. In occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer che si è celebrata ieri in tutto il mondo, gli esperti vogliono ribadire, ancora una volta, il ruolo fondamentale della diagnosi precoce e della prevenzione.

[easy_ad_inject_1]Le cellule cerebrali dei pazienti colpiti dalla malattia di Alzheimer subiscono un processo degenerativo che le colpisce in modo progressivo e che porta a sintomi come deficit di memoria, disturbi del linguaggio, perdita di orientamento spaziale e temporale. La malattia colpisce prevalentemente soggetti anziani, specie le donne, ma può esordire anche in età presenile.

“La ricerca ha dimostrato che alla base della malattia vi è l’accumulo progressivo nel cervello di una proteina, chiamata beta-amiloide, che distrugge le cellule nervose ed il loro collegamenti. Oggi è possibile dimostrare l’accumulo di questa proteina nel cervello anche prima che si sia sviluppata la demenza nella forma conclamata, mediante la PET (Positron Emission Tomography), con la somministrazione di un tracciante che lega tale proteina. Questo permette quindi una diagnosi più accurata, precoce o addirittura preclinica della malattia di Alzheimer, ossia prima che si sia dimostrata clinicamente la demenza. La diagnosi precoce permette l’avvio di strategie terapeutiche, attualmente in fase avanzata di sperimentazione, che potrebbero modificare il decorso della malattia. Queste terapie in via di sperimentazione agirebbero proprio sulla proteina beta amiloide, bloccandone l’accumulo, inibendone la produzione o rimuovendola con anticorpi”

ha dichiarato il Prof. Carlo Ferrarese, Direttore Scientifico del Centro di Neuroscienze di Milano, dell’Università di Milano-Bicocca.

Ad oggi non esiste una terapia efficace nel bloccare l’avanzare della malattia di Alzheimer, l’unica via percorribile è rappresentata da un trattamento dei sintomi della malattia che agisce in modo da mitigare i deficit di memoria o i disturbi comportamentali associati.

La Società Italiana di Neurologia (SIN), in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer che si è celebrata ieri in tutto il mondo, vuole ribadire che la prevenzione in tutto ciò gioca un ruolo fondamentale perché solo con una diagnosi corretta e tempestiva si può fornire al paziente la terapia più efficace.

Le cause dell’Alzheimer sono ancora ignote ma la ricerca scientifica sta facendo grandi passi in avanti per identificare i fattori che incrementano il rischio di sviluppare la malattia. Fattori di rischio per le patologie vascolari come ipertensione, diabete, obesità, fumo, scarsa attività fisica, contribuiscono anche ad un rischio maggiore di sviluppare la Malattia di Alzheimer.

Proprio per questo l’adozione di stili di vita adeguati come l’esercizio fisico, la pratica di hobbies e i rapporti sociali possono agire da fattore protettivo non solo nei confronti della malattia di Alzheimer ma in generale nei confronti di tutte le varie forme di demenza.

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Autore: Vincent Dimaggio

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