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Giornata mondiale dell’Epatite. OMS: “conoscere la malattia per prevenire l’infezione”

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Ginevra, 30 luglio 2015 – In occasione della Giornata Mondiale dell’Epatite, l’Organizzazione mondiale della Sanità sottolinea l’urgente necessità per i paesi di intensificare gli interventi per prevenire l’infezione da epatite virale e per garantire che le persone infettate dai virus dell’epatite abbiano accesso alle cure. Quest’anno, l’OMS si sta concentrando in particolare sull’epatite B e C, che insieme provocano circa l’80% di tutte le morti per cancro al fegato e uccidono 1,4 milioni di persone ogni anno.

[easy_ad_inject_1]Il tema scelto quest’anno per la Giornata mondiale dell’Epatite, che si è celebrata l’altro ieri 28 luglio, è “Prevenire l’epatite. Agire adesso“. Con questo forte messaggio, l’Oms lancia l’allarme sulla diffusione dell’epatite virale causata da 5 distinti virus, che si traduce in circa 1,45 milioni di decessi ogni anno nel mondo.

I virus dell’epatite si trasmettono attraverso acqua e cibi contaminati, così come tramite il contatto con sangue e fluidi corporei infettati o mediante iniezioni non effettuate in sicurezza o trasfusioni di sangue. Il virus dell’epatite, spiega l’Oms, si può trasmettere, inoltre, anche da madre a figlio o con rapporti sessuali non protetti.

Tutti questi modi di trasmissione dell’epatite potrebbero essere evitati e prevenuti attraverso interventi efficaci. Perciò è molto importante che tutti siano a conoscenza dell’epatite e, soprattutto, capire come proteggersi dall’infezione.

Proprio in occasione della Giornata Mondiale dell’Epatite, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha esortato governi, operatori sanitari e tutta l’opinione pubblica ad “agire ora” per prevenire le infezioni e le morti da epatite.

L’epatite virale, un gruppo di malattie infettive conosciute come epatite A, B, C, D, ed E, colpisce centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, causando malattie epatiche acute e croniche e la morte di circa 1,5 milioni di persone ogni anno, per lo più causate da epatite B e C. Queste infezioni si possono prevenire, ma la maggior parte delle persone non sa come fare e quali precauzioni adottare.

La data del 28 luglio per celebrare la Giornata Mondiale Epatite è stata scelta in onore del compleanno del premio Nobel Baruch Blumberg, scopritore del virus dell’epatite B e sviluppatore del primo vaccino contro l’epatite B.

Nonostante superfarmaci e vaccini, la piaga dell’epatite continua a flagellare il mondo, è importante dunque non abbassare la guardia soprattutto nei casi di epatite B e C che, da soli, fanno circa l’80% delle morti per cirrosi epatica e tumori al fegato.

Secondo i dati forniti dall’Oms, in Europa, i casi di infezione da epatite B e C provocano circa 400 morti al giorno.

“Queste morti tragiche possono essere evitate fermando le nuove infezioni e migliorando l’accesso a test e trattamenti per le persone infette. Questo vuol dire fermare le trasfusioni non sicure e le iniezioni pericolose, vaccinare i bambini contro l’epatite B e fare in modo che le persone più a rischio siano testate e ricevano i farmaci di cui hanno bisogno per tenere a bada l’epatite B e curare l’epatite C”

ha spiegato Martin Donoghoe, del programma europeo Oms per la tbc e l’epatite.

Ad oggi la ricerca ha dato diversi buoni risultati, come la scoperta dell’efficacia di un antistaminico contro l’epatite C e la messa a punto di una tecnica rivoluzionaria per contrastare l’epatite B al San Raffaele di Milano. Ma la prevvenzione rimane ancora l’arma principale per combattere le epatiti.

“La vaccinazione è la misura individuale più efficace per proteggersi dalle epatiti A e B e l’epatite C può essere curata, soprattutto se trovata e trattata precocemente”

ha dichiarato Andrea Ammon, direttore dell’European Center for Diseases Control and Prevention (Ecdc).

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Vincent Dimaggio
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