Giornata Mondiale senza Tabacco. Rapporto ISS: gli italiani non rinunciano al fumo

Dati allarmanti sul fumo arrivano dall’Istituto Superiore della Sanità che ha pubblicato il Rapporto 2015 sul fumo in occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco che si è celebrata ieri.
Roma, 30 maggio 2015 – In occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco, che si celebra il 31 maggio a livello globale, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha presentato il Rapporto 2015 sul fumo e i dati sono allarmanti. Il numero di fumatori rispetto all’anno scorso è rimasto praticamente quasi invariato, ma ben il 20,8% degli italiani non accenna minimamente a rinunciare alle sigarette, la vendita delle bionde aumenta e diminuiscono gli utilizzatori di sigarette elettroniche.

[easy_ad_inject_1]Secondo i dati diffusi dall’ISS, in Italia i fumatori sono 10,9 milioni, di cui 6,3 milioni uomini e 4,6 milioni donne, mentre gli ex fumatori sono 6,3 milioni, di cui 4 milioni uomini e 2,3 milioni donne. Tra i maggiori fumatori ritroviamo quelli che appartengono alla fascia di età compresa tra i 25 e i 44 anni, di entrambi i sessi.

“La situazione di stallo riguarda tutte le fasce di età. L’età media di questa popolazione rimane costante (44,7 anni) così come l’età in cui si accende la prima bionda (18 anni) e l’età media in cui si smette (42 anni). Questo significa che tanti giovani iniziano a fumare quanti adulti smettono, un chiaro segnale che le strategie di intervento sulla prevenzione nei giovani e di cessazione vanno ripensate”

ha spiegato Roberta Pacifici, Direttore dell’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’ISS.

Un dato di non poco conto è la diminuzione dell’uso della sigaretta elettronica a riprova del fatto che non sembra funzionare come metodo per abbandonare definitivamente le bionde e togliersi il vizio del fumo. Il Prof. Silvio Garattini, Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, ha dichiarato che gli utilizzatori di sigarette elettroniche sono passati dal 1,6% del 2014 all’1,1% del 2015 (nel 2013 erano il 4,2%).

I dati del Rapporto Annuale sul Fumo in Italia sono stati rilevati da un’indagine Doxa effettuata per conto dell’ISS in collaborazione con l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e presentati oggi in occasione del XVII Convegno “Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale” e in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco che quest’anno l’Organizzazione Mondiale della Sanità dedica al tema del commercio illegale dei prodotti del tabacco.

Proprio in relazione a quest’ultimo tema, dall’indagine è emerso che quasi il 17% degli intervistati ha riferito di aver notato, almeno una volta nell’ultimo anno, dei venditori ambulanti di sigarette e la percentuale aumenta al Sud Italia.

La malattie correlate al tabacco rappresentano una delle più grandi minacce per la salute pubblica che il mondo deve affrontare, spiega l’Oms. Ogni sei secondi una persona muore di una malattia legata al tabacco, pari a quasi 6 milioni di morti all’anno. Si prevede che le vittime del fumo aumentino a più di 8 milioni di persone l’anno entro il 2030, con oltre l’80% di queste morti prevenibili, che si verificano tra persone che vivono nei paesi a basso e medio reddito.

La Convenzione dell’OMS sul controllo del tabacco (FCTC) è entrata in vigore nel 2005. I 180 Paesi che vi hanno aderito sono obbligati nel tempo a prendere una serie di misure per ridurre la domanda e l’offerta di prodotti del tabacco, tra cui: proteggere le persone dall’esposizione al fumo di tabacco; contrastare il commercio illecito; vietare la pubblicità, la promozione e la sponsorizzazione; imporre il divieto di vendita di sigarette ai minori; inserire avvisi di sviluppo di gravi malattie sui pacchetti di sigarette; aumentare le tasse sul tabacco e, infine, creare un organo nazionale di coordinamento per il controllo del tabacco.

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Autore: Vincent Dimaggio

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