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Gli scontrini dei viaggi di Ignazio Marino finiscono online e alla Corte dei Conti

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Roma, 4 ottobre 2015 – Non si arrestano le polemiche sui viaggi del primo cittadino di Roma Ignazio Marino, soprattutto l’ultimo negli USA e allora il sindaco ha deciso di mettere on line tutte le spese dei suoi ben 28 viaggi dando conto non solo alla Capitale ma all’Italia intera dei suoi spostamenti.

[easy_ad_inject_1]Si tratta di 492 pagine di scontrini, ricevute, biglietti aerei, fatture e fogli protocollati che Ignazio Marino ha pubblicato sul sito del Comune e che rendono conto di tutti i suoi viaggi sin dal primo giorno del suo incarico da sindaco di Roma.

Dai documenti si apprende che negli ultimi due anni Marino ha effettuato 28 missioni spendendo in totale circa 27mila euro a cui si aggiunge la somma di 16 mila euro del’ultimo viaggio a New York e Philadelphia in occasione della visita di Papa Francesco e che riguarderebbero soltanto i suoi accompagnatori per il cerimoniale.

M5S: abbiamo scoperto spese importanti – I grillini passano all’attacco e annunciano: “Abbiamo scoperto delle spese importanti” e diffondono su internet la ricevuta di 2.500 dollari per il noleggio di “un’auto di super lusso” durante la missione a New York del dicembre 2013.

Il consigliere comunale Marcello De Vito (M5S) sttacca: “Nikko Limousine a New York? Una macchina di super lusso a 120 dollari all’ora. Per un totale di 2.520 dollari per 25 ore di utilizzo. E queste sarebbero spese di missione?”.

Il Partito Democratico sdrammatizza: “Le miliardarie spese che qualcuno sostiene siano state fatte dal sindaco Marino con la carta di credito in dotazione al primo cittadino ammontano a circa 14 euro al giorno. Cifre ‘faraoniche’ insomma…” commenta il Pd.

Intanto tutti gli scontrini di Marino finiranno all’esame della Corte dei Conti – Lo annuncia Alessandro Onorato, capogruppo della Lista Marchini a Roma, precisando che presenterà un esposto alla Corte dei conti corredato da tutta la rendicontazione di viaggi, ristoranti e hotel che il sindaco si è fatto rimborsare dal Campidoglio. Lo rivela “Il Tempo”.

“Le spese di rappresentanza sono troppo spesso finalizzate ai rapporti personali, piuttosto che alla promozione della città. Com’è possibile che il sindaco moralista, che dichiarava di essere attentissimo a far risparmiare il Comune, si faccia pagare dai contribuenti romani cene ad aragoste e champagne?». «Perché a Firenze ha pagato con la carta comunale un banchetto con giornalisti di testate locali fiorentine? Perché far pagare ai cittadini cene con chirurghi stranieri che partecipavano a un convegno sul traffico di organi per i trapianti, visto che il Comune non si occupa di sanità? Perché offrire cene innaffiate di champagne a deputati e senatori che già ricevono super stipendi dai contribuenti? Non li poteva vedere in Campidoglio?” ha dichiarato il consigliere

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Vincent Dimaggio
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