Google e la Regina Elisabetta celebrano gli 800 anni della Magna Carta Libertatum

Londra, 15 giugno 2015 – Google torna a cambiare logo nella sua home page sostituendolo con un doodle celebrativo animato che oggi è dedicato agli 800 anni dalla Magna Carta, il documento che il re d’Inghilterra Giovanni Senzaterra fu costretto a concedere ai baroni del Regno, propri feudatari diretti, presso Runnymede, il 15 giugno 1215 e a posteriori interpretata dagli storici come il primo documento fondamentale per il riconoscimento universale dei diritti dei cittadini.

[easy_ad_inject_1] Celebrazioni sono previste anche in Inghilterra dove la regina Elisabetta in persona col principe William, il premier David Cameron e una delegazione di deputati saranno a Runnymede, lungo il Tamigi e non lontano da Windsor, dove re Giovanni Senzaterra, sotto la pressione di suoi baroni, fu costretto a riconoscere per la prima volta che nessuno è al di sopra della legge, compreso il sovrano.

Magna Carta Libertatum : Venne chiamata “magna” per non confonderla con un provvedimento minore, una carta rilasciata proprio in quegli anni per regolamentare i diritti di caccia. Pur presentandosi quindi come un atto di concessione da parte del re costituiva un contratto di riconoscimento di diritti reciproci.

Tra i suoi articoli si ricordano il divieto per il sovrano di imporre nuove tasse ai suoi vassalli diretti senza il previo consenso del “commune consilium regni”, il consiglio comune del regno, formato da arcivescovi, abati, conti e i maggiori tra i baroni, da convocarsi con un preavviso di almeno quaranta giorni e deliberante a maggioranza dei presenti (articoli 12 e 14); la garanzia, valida per tutti gli uomini di condizione libera, di non poter essere imprigionati senza prima aver sostenuto un regolare processo, da parte di una corte di pari, se la norma era incerta o il tribunale non competente, o secondo la “legge del regno” (articolo 39, in cui si ribadisce il principio del “habeas corpus integrum”); la proporzionalità della pena rispetto al reato (articolo 20); l’istituzione di una commissione di venticinque baroni, che, nel caso in cui il re avesse infranto i suoi solenni impegni, doveva fargli guerra, chiedendo la partecipazione di tutti i sudditi (articolo 61, in cui si manifesta il futuro principio della legittima resistenza all’oppressione di un governo ingiusto); l’integrità e libertà della Chiesa inglese.

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Autore: Vincent Dimaggio

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