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Google nel mirino: fa pagare agli inserzionisti false visualizzazioni su YouTube

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Mountain View, California (USA), 24 settembre 2015 – Il colosso mondiale del web, Google, finisce ancora una volta sotto i riflettori. Questa volta Google viene accusata di far pagare agli inserzionisti false visualizzazioni su YouTube. Secondo quanto riporta il Financial Times, che ha pubblicato uno studio condotto da alcuni ricercatori europei, Google conteggerebbe in fattura il costo della visualizzazione agli inserzionisti anche quando il clic proviene da un “bot”, un software che imita il comportamento degli utenti in rete.

[easy_ad_inject_1]La frode consisterebbe nel fatto che Google conteggia il costo del clic sebbene il sistema antifrode rilevi che si tratta di un bot e non di una persona reale che interessata, ha cliccato sulla pubblicità. I risultati – riporta il FT – rivelati in un esperimento da parte di ricercatori europei, sollevano interrogativi sul fatto che Google stia facendo abbastanza per proteggere gli inserzionisti dall’inganno.

I cosiddetti “bot” sono diventati un grosso problema per chi vuole investire un budget in pubblicità online. Nell’esperimento, il primo nel suo genere, i ricercatori hanno caricato un video su YouTube. Hanno poi comprato annunci sulla piattaforma, che puntavano ai loro video. E, infine, hanno creato alcuni bot e li hanno diretti ai video. Questi tre passaggi gli hanno permesso di monitorare come i vari sistemi di Google reagivano alla vista di un falso.

Quando i ricercatori hanno diretto i “bot” ai video per 150 volte, hanno osservato che il contatore di YouTube ne identificava solo 25 come reali, mentre Adwords, il servizio di Google per gli inserzionisti, ha fatto pagare agli inserzionisti 91 visite provenienti dai bot.

Ne è emerso, evidentemente, che Google ha fatto pagare all’inserzionista visualizzazioni false, sebbene YouTube sia stato perfettamente in grado di identificare i click come falsi.

Intanto, Google avrebbe già fatto sapere di voler mettersi in contatto col team di ricercatori e discutere direttamente con loro dei risultati dell’esperimento condotto.

“Prendiamo il traffico non valido molto seriamente, abbiamo investito in personale e tecnologia per tenerlo fuori dal suo sistema. La maggior parte del traffico non valido è filtrato dai nostri sistemi prima che agli inserzionisti venga fatto pagare”

ha comunicato Google Inc.

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