Dopo Twitter e Facebook, anche Google interviene contro il “revenge porn”. Guerra alla vendetta a luci rosse sul web

Mountain View, 22 giugno 2015 – Google interviene sul fenomeno del “revenge porn” e dichiara guerra ai siti web di vendette a luci rosse mediante la pubblicazione di fotografie di ex nude. Il colosso di mountain View inizierà da questa estate a cancellare dai risultati di ricerca di Google Search i siti di “revenge porn“, siti che pubblicano, tra l’altro, immagini intime di ex partner per vendetta senza alcun consenso da parte della vittima. La cronaca registra ormai migliaia di casi nel mondo e anche in Italia.

[easy_ad_inject_1] A renderlo noto è stato lo stesso Google con un post a firma di Amit Singhal, vicepresidente di Google search, dove si legge

“Sappiamo che questo non risolverà il problema del revenge porn non siamo in grado, ovviamente, di rimuovere queste immagini dai siti stessi. Ma speriamo che onorare le richieste della gente di eliminare questo tipo di immagini dai risultati di ricerca possa aiutare.”

Google informa dunque che a partire da quest’estate Google inizierà a rimuovere i link ai siti che ospitano questo tipo di materiale e per questo metterà a disposizione un modulo da compilare online, per chiedere la rimozione dai risultati del motore di ricerca che conducono a tali immagini.

Si tratta di una iniziativa che segue a quella di altri social network. Nel marzo scorso Twitter ha modificato le sue policy sulla privacy per bloccare il fenomeno del così detto “revenge porn“. Tutti gli abusi potranno essere segnalati dagli utenti ed un team dedicato presente 24 ore su 24 che analizzerà i tweet incriminati e se dovesse ravvisare l’infrazione delle regole, il tweet incriminato sarà immediatamente nascosto e l’utente responsabile della sua pubblicazione si vedrà bloccare l’account.

Anche Facebook si è attivata già dallo scorso marzo dichiarando nelle sue nuove “community Guidelines” che la pubblicazione di immagini intime sarebbe stata rimossa Molto di ciò che costituisce vendetta porno è già stato vietati dalle precedenti norme di Facebook sulla nudità. Ma il nuovo update rende esplicito il divieto per la prima volta di pubblicare immagini “condivise in vendetta o senza le autorizzazioni delle persone nelle immagini”

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Autore: Vincent Dimaggio

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