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Grecia: Tsipras:”Accordo in 48 ore dopo il referendum”

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Atene, 3 luglio 2015 – Il referendum in Grecia si avvicina e la tensione è alta. Il premier Alexis Tsipras in un’intevista rilasciata alla tv greca Antena ha dichiarato “Non bisogna trasmettere ai cittadini allarmismo. Avremo un accordo 48 ore dopo il referendum. Questo accordo può essere il cattivo accordo che ci hanno proposto o uno migliore. Quanto più forte sarà il no, migliore sarà l’accordo. Se invece vincerà il sì, ha spiegato, si avvieranno “le procedure perché diventi legge la proposta delle istituzioni”.

[easy_ad_inject_1] Il governo Tsipras “potrebbe benissimo” dimettersi se vincono i sì al referendum di domenica”. E’ quanto dichiarato dal ministro delle Finanze ellenico Yanis Varoufakis. “Sì,potremmo benissimo fare questo – aggiunge il ministro alla radio australiana Abc – Ma lo faremmo in spirito di collaborazione con chi dovesse succederci” conclude.
Poi Varoufakis alla Bbc aggiunge che c’è “il 100% di chance” che Atene raggiungerà un accordo con i suoi creditori dopo il referendum di domenica prossima 5 luglio e a prescindere dall’esito del voto: “Un accordo ci sara’ se vinceranno i si’ o i no”.Se vinceranno i sì “ci sara’ un cattivo accordo…se vinceranno i no avremo un altro accordo che sara’ sostenibili sulla base della nostra proposta degli ultimi giorni”,cioè quella già bocciata dall’Eurogruppo.

Dijsselbloem:”Se vince no accordo difficile”. Se i greci voteranno ‘no’ al referendum sarà “incredibilmente difficile” mettere in piedi un nuovo piano di salvataggio. Lo ha detto il presidente dell’Eurogruppo, Dijsselbloem, davanti al Parlamento olandese. “Se il risultato è ‘no’, come puoi accettare un programma?”, ha osservato Dijsselbloem.

Juncker:”La distanza è sulle riforme”. Il presidente della Commissione Ue, Juncker, secondo quanto riferito dal suo portavoce Margaritis Shinas ha dichiarato: “Aspettiamo il risultato del referendum e lo prenderemo in considerazione” per negoziare. Ora – ha aggiunto – è il momento che i greci decidano il loro futuro”.
La distanza tra Grecia e creditori, ha poi specificato Juncker, “non è questione di soldi, ma di riforme e di volontà di metterle in atto”.

Domani manifestazione del fronte del Sì. Si prepara una nuova manifestazione del fronte del Sì che scende in piazza per la seconda volta con il nome “Menoume Evropi” (Restiamo in Europa) A quanto si apprende, la seconda manifestazione del sì al referendum di domenica 5 luglio, dopo la grande manifestazione che ha portato in piazza quasi 30.000 persone martedì sera, dovrebbe tenersi venerdì sera allo stadio Kallimarmaro.

Lo conferma la pagina Facebook della campagna che invita gli ateniesi a partecipare in massa.

I leader del movimento, appoggiato dai conservatori di Nea Dimokratia, dai socialisti del Pasok e dai centristi di To Potami, appellano alla massima partecipazione possibile:”Uniamo le nostre voci, manteniamo vivo il Paese: sì”, scrivono sul web.

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Vincent Dimaggio
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