Greenpeace lancia allarme. Mele avvelenate da cocktail di pesticidi in acqua e suolo

Roma, 17 giugno 2015 – Greenpeace ha pubblicato un rapporto allarmante dal titolo “Il gusto amaro della produzione intensiva di mele“. Dall’analisi effettuata su suolo e acqua delle produzioni agricole europee, tra cui anche l’Italia, sono stati rilevati pesticidi tossici nei meleti europei. Pesticidi tossici per l’uomo e per l’ambiente.

Greenpeace sottolinea come la produzione di mele e di frutta in generale, sia tra i settori dell’agricoltura europea che più si contraddistinguono per l’utilizzo di sostanze chimiche. In questo settore l’Europa rappresenta uno dei produttori di punta e uno dei maggiori consumatori di mele a livello mondiale. Le mele sono il frutto più diffuso nei Paesi dell’Unione Europea ed è dunque evidente l’importanza di questo settore.

[easy_ad_inject_1]Il Rapporto di Greenpeace denuncia il massiccio utilizzo di pesticidi nella produzione industriale di mele e suggerisce soluzioni sostenibili già esistenti, adottate dagli agricoltori in diverse regioni europee per proteggere le colture senza ricorrere a pesticidi chimici di sintesi.

Dall’analisi dei pesticidi nei meleti europei è emerso che ben il 78% dei campioni di suolo e il 72% dei campioni di acqua contenevano residui di almeno un pesticida. Sono stati prelevati in tutto 85 campioni di acqua e suolo, in dodici Paesi europei, tra cui il nostro. Dalle analisi di 36 campioni di acqua e 49 di suolo, raccolti durante i mesi di marzo e aprile 2015 in meleti, è stata rilevata la presenza di 53 pesticidi differenti.

I pesticidi rilevati con più frequenza nel suolo sono il fungicida boscalid, trovato nel 38% dei campioni, e il clorpirifos etile, riscontrato nel 20% dei campioni prelevati nei meleti, all’inizio del periodo di fioritura. I pesticidi rilevati con maggior frequenza nell’acqua sono boscalid e clorantraniliprolo. Tutti e quattro questi pesticidi hanno livelli di tossicità molto elevati.

E’ ancora più preoccupante il fatto che dal confronto dei risultati delle analisi dei campioni in base al Paese, l’Italia si è distinta per essere il Paese con il più alto numero di pesticidi nel suolo, con 18 pesticidi in totale su tre campioni raccolti, seguita da Belgio e Francia. Nell’acqua, invece, sono stati rilevati 10 pesticidi su due campioni, terzi dopo Polonia e Slovacchia. Nelle nostre belle mele italiane è stato, dunque, trovato un vero e proprio cocktail di pesticidi.

“Produrre il nostro cibo con un sistema che dipende fortemente dall’impiego di pesticidi chimici di sintesi non è senza implicazioni. L’agricoltura industriale ha un impatto diffuso: dalla contaminazione del suolo e delle acque agli effetti dannosi per le api e gli altri impollinatori, fino alle conseguenze per la salute degli agricoltori, delle loro famiglie e dei consumatori. La crescente preoccupazione sull’uso massiccio di pesticidi in Europa va di pari passo con il bisogno di trovare soluzioni sostenibili”

si legge nel Rapporto.

Greenpeace lancia dunque l’allarme chiedendo l’applicazione di pratiche sostenibili e tecniche alternative ai pesticidi per la gestione dei parassiti e delle malattie nella produzione di mele.

L’analisi condotta dalla Ong, ambientalista e pacifista, ha dimostrato che due terzi dei campioni di suolo e acqua prelevati nei meleti europei contengono residui di pesticidi e il 70% dei pesticidi identificati hanno livelli di tossicità molto elevati per gli esseri umani e per l’ambiente.

“E’ ora di voltare pagina. Una produzione di mele fatta con pratiche sostenibili, senza contaminare il suolo e le acque, è possibile. Metodi che aumentano la resilienza delle piante ai parassiti e alle malattie e favoriscono i nemici naturali dei parassiti. Non solo: esistono già soluzioni ecologiche adottate da migliaia di agricoltori in tutta Europa”

si legge nella seconda parte del Rapporto.

Per chi volesse consultare la Sintesi del rapporto in italiano basta cliccare qui.

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2 pensieri riguardo “Greenpeace lancia allarme. Mele avvelenate da cocktail di pesticidi in acqua e suolo”

  1. Con 85 campioni di acqua e suolo si vuole avere una visione di tutta una nazione? Questi numeri sono fuorvianti e allarmisti. Sono un agronomo e faccio centinaia di analisi all’anno e di residui, oltre la sogli ammessa per legge,ne trovo al massimo uno due all’anno. E se questo avviene non si procede con la raccolta degli ortaggi esaminati e, qualora fossero già raccolti, si procede con lo smaltimento. Fare analisi durante la fioritura delle mele è inutile e, ripeto, solo allarmante. Riportate i numeri delle analisi fatte dalle GDO o dalle industrie di trasformazione per non creare falsi allarmismi.
    Peccato che una Organizzazione così seria si comporti in questo modo.

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